L’ingenuità della rete

Il lato oscuro della libertà di internet


La rivoluzione di Twitter: se ne è parlato per le manifestazioni in Iran nel 2009, per la Cina subito dopo, più recentemente per l’Egitto: prima ancora che lo scontento dei cittadini, il grande protagonista delle proteste sembra essere stato il web. La convinzione che le tecnologie digitali alimentino solo cambiamenti positivi e siano lo strumento perfetto per la creazione della democrazia corrisponde alla realtà?

Evgeny Morozov, in antitesi al cyber-ottimismo di pensatori come Clay Shirky, spiega molto chiaramente come anche governi tutt’altro che democratici usino le piattaforme digitali piegandole ai loro fini. In Russia e in Cina gli spazi di intrattenimento online sono studiati apposta per spostare l’attenzione dei giovani dall’impegno e dalla partecipazione civile. Internet non è inequivocabilmente buona, insomma, Twitter e Facebook non hanno giocato alcun ruolo cruciale, e la rivoluzione sarebbe accaduta con o senza di loro. Pensare alla rete come a un propagatore naturale di democrazia è fuorviante e pericoloso: per garantire forme efficaci di cambiamento sociale è necessario rimanere calati solidamente nella realtà.

 Divertente e dissacrante. Non è solo un bel libro da leggere: è anche una risposta provocatoria e illuminante al cyber-utopismo che circola ovunque in rete.

“The Economist”

Tag: Evgeny Morozov, facebook, internet, newmedia, social media, social network, tecnologia, twitter, web




  • Edizione: 2011
  • Euro: 27,00 €
  • Tot. pagine: 384
  • ISBN: 978-88-7578-261-0
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  • Traduzione di Marilena Renda e Fjodor Ardizzoia

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  • Rassegna stampa
    [Il Giornale - L'ingenuità della rete - novembre 2011]
    [Corriere della Sera - Una polizza per la reputazione - Febbraio 2012]
    [Internazionale - La fine del ciberflâneur - Febbraio 2012]