David Weinberger

L’effetto eco della rete

Uno degli argomenti più dibattuti, in questa giornata post-risultati elettorali, è il cosiddetto effetto eco della rete, ovvero l’effetto cassa di risonanza che si ha come risultato quando si selezionano le persone da seguire sui social network e i siti/giornali attraverso cui informarsi in base a un unico elemento: quanto siano d’accordo con le nostre opinioni. Cosa che, in effetti, facciamo tutti. Se sono di sinistra, è improbabile che io segua su Twitter politici o testate di destra, e se sono di destra è difficile che segua politici e testate di sinistra. Se non vedo di buon occhio il Movimento Cinque Stelle, m’informerò molto poco su tutto ciò che lo riguarda, non seguirò persone che ne facciano parte o intendano votarlo, e continuerò a prendere informazioni dove preferisco, cioè dove c’è chi ha le mie stesse opinioni. É chiaro che, se nell’Internet che ho costruito a mia immagine e somiglianza non c’è posto per chi ha idee diverse dalle mie -e quindi chi non la pensa come me, tecnicamente, non esiste-, vivrò con grande sorpresa determinati risultati elettorali, poiché questi giungono come fulmini a ciel sereno. In un cielo ch’era sereno in quanto concorde con le mie idee, e non perché reale. Qui David Weinberger, autore di La stanza intelligente. La conoscenza come proprietà della rete, ci dice la sua su questo fenomeno:

 

«L’altro giorno in una discussione mi sono sforzato di dire una cosa che credo, anche se non vorrei: non dovremmo sentirci in colpa se, per contestualizzare le notizie importanti, ci affidiamo a fonti con cui siamo tendenzialmente d’accordo. É accettabile. É persino razionale.

Se, per esempio, la Corte Suprema emana una sentenza che non capisco, o la FCC (Federal Communications Commission, n.d.r.) segue una linea politica che mi sembra assurda, m’informerò su siti di cui condivido l’orientamento. Da un lato, so che è sbagliato dal punto di vista dell’effetto eco: e confermo un pensiero che vorrei invece mettere in dubbio. Dall’altro lato, se voglio capire una nuova scoperta della biologia evolutiva, non andrò su un sito creazionista, e se voglio capire le implicazioni di una modifica all’Obamacare, non andrò su un sito repubblicano (tra parentesi: io sono liberale). Certo, potrei farci un salto per vedere che cosa pensi quella gente, ma, per capire qualcosa, prima mi rivolgerò a persone con cui fondamentalmente sono d’accordo».

Da blog di David Weinberger (per continuare a leggere, clicca QUI).

 

 

David Weinberger - La stanza intelligente

Una visione profonda e organica della conoscenza nell’era di internet.
Clay Shirky

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le ultime news di Codice