O’Neill – Un romanzo ricamato nella fine e impalpabile sabbia delle dune di Enzo Baranelli, Cabaret Bisanzio

01 febbraio 2016 - rassegna stampa - Cabaret Bisanzio

“La scrittura di O’Neill è ricchissima di dettagli, ma sempre scorrevole, visionaria e insieme di un estremo realismo: l’abilità e il talento non bastano a rendere l’idea della brillante e profonda esperienza che è collegata alla lettura de L’uomo di Dubai. Le pagine esondano di idee, come in alcuni passaggi di Jonathan Lethem, e si è sommersi dalle parole e dalla perfezione del linguaggio: il preciso ordine di parole e frasi lascia esterrefatti e quasi storditi. Romanzo contemporaneo come romanzo della finanza, l’opera fa intrecciare diverse anime nella trama, come tondini nel cemento armato: il comico, il grottesco, il gotico, il romanzo di fantascienza e un mémoire in costruzione, o in corso di demolizione, come i palazzi di Dubai che offre un paesaggio in continua mutazione. Il vero terrore è che si arrivi al punto da non poter più scorgere, nello skyline urbano, impalcature, gru e operai sottopagati, elementi che rappresentano la vera essenza della città: completare ogni progetto significherebbe la fine della corsa […] O’Neill ricama lo stile del suo linguaggio nella fine e impalpabile sabbia delle dune, abbattendo le nostre difese e invadendo la nostra vita con il suo racconto”.

oneill_ese_tr_def_dorso_15_coenSu Cabaret Bisanzio – Laboratorio di finzioni Enzo Baranelli rilegge l’ultimo romanzo di Joseph O’Neill, “L’uomo di Dubai”, tradotto per Codice Edizioni da Tommaso Pincio (VAI ALLA SCHEDA DEL LIBRO)

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