Liberi di crederci

Informazione, internet e post-verità


La verità è un concetto labile e sfuggente che coesiste con un essere umano emotivo e imperfetto, limitato nelle sue capacità conoscitive. L’avvento di internet, e soprattutto dei social network, ha facilitato l’accesso a una grande massa di informazioni senza mediazioni, e ha generato l’illusione che questa porta d’ingresso conducesse alla conoscenza, fino ad allora prerogativa delle élite. La rete però sta tradendo le aspettative di molti, producendo, più che un’intelligenza, una disinformazione pericolosa (e spesso strumentalizzata) e una grave radicalizzazione nell’opinione pubblica. Così, a colpi di paradossi e cortocircuiti, il World Economic Forum nel 2013 ha inserito la disinformazione nella lista delle minacce globali, molte delle quali (da Trump alla Brexit, fino ai movimenti antivaccinisti) sembrano oggi aver preso forma; e secondo l’autorevole Oxford Dictionary, “post-truth” è diventata la parola del 2016.

Come nascono e perché si diffondono le bufale?

Quali sono i meccanismi cognitivi su cui fanno leva?

Come smascherarle e non cadere nella trappola di chi ha interesse a diffonderle?

 “Liberi di crederci” è un antidoto contro la disinformazione, firmato da uno dei più autorevoli studiosi internazionali.

Tag: Antonella Vicini, bufale, fake news, Internet, Liberi di crederci, rete, Walter Quattrociocchi




  • Edizione: 2018
  • Euro: 15,00 €
  • Tot. pagine: 142
  • ISBN: 9788875787400
  • Acquista con
    Acquista con IBSAcquista con Amazon

  • Collana:

  • Categoria:
  • , , , , ,
  • Rassegna stampa
    Una rete di falsari – Pietro Greco, Radio 3 Scienza
    “L’ho letto su Internet” – Gianluca Nicoletti, Melog Radio 24
    L’algoritmo condiziona l’umano? Anche no – Luca De Biase, Il Sole 24 Ore
    Un’impresa la riconquista della fiducia – Giampaolo Colletti, Il Sole 24 Ore
    Liberi di crederci – Davide Casati, Sette
    I muri vecchi e nuovi di un Potere che seduce – Carmine Castoro, Democratica
    Libertà e flussi di informazione nella Rete: e se i «persuasori occulti» fossimo noi? – Damiano Palano, “L’Avvenire”
    Quando le bufale disintegrano il dialogo – Andrea Capocci, il manifesto