Ciò che siamo
«I teologi medievali duellavano sul libero arbitrio, noi ci chiediamo se la mente decide. Siamo macchine biologiche soggette alle medesime leggi che governano il mondo? Come la pensano i neurobiologi? […]
«I teologi medievali duellavano sul libero arbitrio, noi ci chiediamo se la mente decide. Siamo macchine biologiche soggette alle medesime leggi che governano il mondo? Come la pensano i neurobiologi? […]
«”Nella veranda sul retro, apro barattoli di lucciole che fuggono nella notte. Le cose belle dovrebbero essere lasciate libere”. Così twittava Betty Draper, una sera di giugno del 2009. Prima […]
«Mundus vult decipi, ergo decipiatur: il mondo vuole essere ingannato, quindi sia ingannato».
L’antica sentenza – a volte con vulgus, popolo, al posto di mundus – sembra trapassare le ere, viaggiando come una formula immutata dal prontuario dei demagoghi di età classica o moderna alle architetture astratte del web. Una via privilegiata per risalire a questa inseparabilità tra l’inganno e la predisposizione -propensione a subirlo è penetrare le sequenze mentali che legano gli illusionisti e il loro pubblico: via seguita da due coniugi del Barrow Institute di Phoenix, Stephen Macknik e Susana Martinez-Conde, lui specializzato in neuroscienze del comportamento, lei in neurofisiologia della visione”.
In un bell’articolo di Anna Meldolesi, apparso ieri sul Corriere La Lettura, viene analizzata la storia della lavatrice come oggetto di liberazione della casalinga, la sua forza prorompente di “miracolo del progresso” e di “tappa decisiva per l’emancipazione”.
Vengono citati Miriam Mafai, che una volta disse “Non capisco perché il pensiero femminista sia sospettoso nei confronti della tecnoscienza. A liberarci è stata la lavatrice”
Antonio Pascale, autore di Democrazia: cosa può fare uno scrittore?, partendo da Quello che vuole la tecnologia di Kevin Kelly, ci spiega perchè la tecnologia ormai occupa tutta la nostra vita e come mai la condizione di cacciatore-raccoglitore è solo un’utopia mitica, un desiderio di purezza che non tiene conto di quanto siamo diventati numerosi.
Telmo Pievani, recensisce Geni a Nudo, di Helga Nowotny e Giuseppe Testa, spiegandoci come, grazie alle nuove frontiere di ricerca biomolecolare più avanzate, l’epigenetica e le variazioni genetiche strutturali, sta cambiando il nostro modo di vivere e di pensare al futuro.
Evgeny Morozov, autore de L’ingenuità della rete, ci spiega perché Anonymous, firma dietro la quale si nascondono “hacktivisti” che danno vita ad azioni di protesta su internet, e il Dipartimento di Stato americano, rischiano di compromettere quello per cui entrambe si battono: difendere la “libertà di internet”.