Come ingannare il cervello

«Mundus vult decipi, ergo decipiatur: il mondo vuole essere ingannato, quindi sia ingannato».
L’antica sentenza – a volte con vulgus, popolo, al posto di mundus – sembra trapassare le ere, viaggiando come una formula immutata dal prontuario dei demagoghi di età classica o moderna alle architetture astratte del web. Una via privilegiata per risalire a questa inseparabilità tra l’inganno e la predisposizione -propensione a subirlo è penetrare le sequenze mentali che legano gli illusionisti e il loro pubblico: via seguita da due coniugi del Barrow Institute di Phoenix, Stephen Macknik e Susana Martinez-Conde, lui specializzato in neuroscienze del comportamento, lei in neurofisiologia della visione”.

Non lavo dunque sono: storia della lavatrice, il progresso dentro casa (giugno 2012)

In un bell’articolo di Anna Meldolesi, apparso ieri sul Corriere La Lettura, viene analizzata la storia della lavatrice come oggetto di liberazione della casalinga, la sua forza prorompente di “miracolo del progresso” e di “tappa decisiva per l’emancipazione”.

Vengono citati Miriam Mafai, che una volta disse “Non capisco perché il pensiero femminista sia sospettoso nei confronti della tecnoscienza. A liberarci è stata la lavatrice”