Steve Jobs e l’estetica tedesca

Articolo 21

Vi segnaliamo un pezzo che il nostro Evgeny Morozov ha scritto per La Lettura del Corriere della Sera:

«Molti pensano che l’istruzione abbia un brillante futuro. Ad attrarre l’attenzione sono stati soprattutto i cosiddetti «massive online open courses» (MOOCs) — corsi online aperti a tutti. Grazie a società for-profit come Coursera e Udacity e a iniziative non-profit come edX (una collaborazione tra Harvard e Mit), oggi si possono trovare onlinemigliaia di lezioni gratuite. I MOOCs aggiungono una gran quantità di contenuti attendibili ai milioni di testi e videoclip che già circolano in rete inmodo caotico. E sono attraenti, perché evitano il rischio di guardare un video di YouTube per poi scoprire che il docente è un ciarlatano».

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E un’interessante rassegna che Gaetano Farina ha scritto su Contro Steve Jobs. La filosofia dell’uomo di marketing più abile del XXI secolo:

«Ad un anno dalla sua scomparsa e, innanzitutto, a pochi giorni dall’atteso shopping librario del Natale, rispuntano al centro delle vetrine saggi dedicati al genio del grande Steve Jobs. Noi, però, ne proponiamo uno che va controcorrente e che, anzi, si intitola, senza mezze misure, Contro Steve Jobs, un libretto veloce e leggero (anche nel prezzo) pubblicato dalla torinese Codice Edizioni. L’autore è il blogger e ricercatore universitario americano Evgeny Morozov collaboratore di alcune delle più importanti testate giornalistiche del mondo e certamente non sconosciuto qui in Italia, dato che i suoi interventi sono spesso ospitati dal Corriere della Sera».

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Evgeny Morozov - Contro Steve Jobs

La domanda a questo punto sorge spontanea: Steve Jobs è stato un filosofo che ha cercato di cambiare il mondo, oppure è stato un genio del marketing, capace di trasformare una normale azienda produttrice di computer nell’oggetto di una vera e propria venerazione, mentre era indaffarato a regolare i conti con il passato e a nutrire il suo gigantesco ego?

Evgeny Morozov