Se il robot è complottista – Viola Bachini, OggiScienza

OggiScienza.it

Viola Bachini, autrice insieme a Maurizio Tesconi di Fake people, analizza per OggiScienza alcuni recenti casi di (ro)bot “complottisti”.

Nel 2017 aveva fatto scalpore il caso dei bot che “postavano” a sostegno delle sigarette elettroniche, e nel 2019, scrive Viola Bachini, «un altro studio prendeva in analisi le conversazioni degli americani sulla cannabis. All’epoca negli USA l’utilizzo della sostanza era consentita solo per uso medico in particolari situazioni: per ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia, contrastare la perdita di peso in alcune malattie come l’AIDS e alleviare i sintomi di alcune forme di epilessia infantile. Tuttavia, sui social si parlava anche di altri effetti benefici anche su una serie di altre patologie, dalla fascite plantare ai tumori, passando per il morbo di Crohn. Informazioni non verificate da un punto di vista scientifico, eppure in grado di propagarsi anche grazie ai bot: addirittura la maggior parte dei post erano prodotti proprio da algoritmi automatici».

Di recente, poi, «uno degli studi in materia di Covid-19 e circolazione di notizie false vede di nuovo protagonisti i bot, che sarebbero responsabili della diffusione di un’altra falsa promessa, quella dell’immunità di gregge. Appoggiata in un primo momento anche da alcuni leader politici, la proposta di lasciare il virus libero di fare il suo corso tra la popolazione è una strategia sbagliata secondo molti scienziati, che può portare effetti devastanti senza ottenere i risultati sperati. Secondo lo studio, dietro a circa la metà dei profili che hanno twittato in sostegno di uno stop ai lockdown e contro le politiche di controllo sanitario ci sarebbero algoritmi. Questi robot sono molto attivi nel postare argomenti a sostegno delle proprie tesi, ma poco fantasiosi (i contenuti sono ripetitivi). Al contrario, la maggior parte di quelli che smentiscono la teoria dell’immunità di gregge sarebbero umani.»

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