Questo mondo non è più bianco – Igiaba Scego, L’Espresso

l'Espresso

L’afromania già così presente al cinema 
e nella musica, ha investito di nuovi immaginari anche la letteratura 
di lingua inglese. Ma nel nostro Paese le voci sono ancora poche. Questa la tesi di Igiaba Scego, raccontata in un lungo articolo pubblicato su L’Espresso; un pezzo in cui Coates è indicato tra i grandi protagonisti della contemporaneità.

«La “paura 
di perdere il corpo” raccontata con estrema cura da Ta-Nehisi Coates nel suo “Tra me e il Mondo” ha purtroppo segnato il vissuto di molti. Morire o essere feriti per un colpo d’arma da fuoco è diventata per le famiglie afroamericane qualcosa 
da mettere in conto nella propria quotidianità. Tanti i martiri, quasi tutti giovanissimi, ad aver lasciato i corpi sulle strade di un’America che ancora discrimina. Spara la polizia, sparano 
i suprematisti bianchi, il risultato è sempre lo stesso: un nero o una nera sul selciato senza vita. Ed è questo pericolo costante unito alla fine 
della presidenza Obama e all’inizio dell’amministrazione Trump, ad aver spinto le star afroamericane ad impegnarsi».

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“Tra me e il mondo” di Ta-Nehisi Coates

L’opera più acclamata di Ta-Nehisi Coates disponibile in una nuova edizione. La lunga lettera che l’autore scrive al figlio Samori nel giorno del suo quindicesimo compleanno. Lo straordinario racconti di Coates della sua infanzia nella parte sbagliata di Baltimora, della paura delle strade e delle gang, della scuola, della violenza, della polizia. Vincere questa paura, la paura di perdere il proprio corpo, diventerà lo scopo della sua vita. Per la prima volta la ricostruzione della storia americana riparte da zero; e riparte proprio da Ground Zero – dove ben prima del crollo delle torri gemelle c’era la sede del mercato degli schiavi della città di New York – per arrivare alle continue uccisioni ingiustificate di neri da parte della polizia, una violenza che diventa in questo racconto la storia universale del razzismo. Questo è un libro da cui nessuno uscirà indenne.

 «Forse c’è stato, in qualche momento
della storia, un grande potere la cui
affermazione è stata esente dallo
sfruttamento violento di altri corpi umani.
Se c’è stato, io non l’ho ancora trovato».
Ta-Nehisi Coates

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