La mente assegna un valore a ogni cosa, a seconda della felicità che può darci

Il Venerdì

Non siamo nati per soffrire, anzi. Siamo portati a cercare ciò che ci dà gioia, e la ricerca può essere persino più piacevole che ottenere il risultato. D’altra parte, per motivi di sopravvivenza, l’euforia non dura. Come spiegherà uno psicologo della Cornell University al Festival delle Scienze di Roma.

L’uomo è nato per la felicità come l’uccello è nato per il volo. Da bambino, un Unione Sovietica, sentivo spesso citare questo aforisma di Maxim Gorky. Ma sembrava solo propaganda. Oggi vedo questa frase in una luce nuova: non più come uno slogan, ma come un’anticipazione dell’attuale conoscenza scientifica di come l’evoluzione ci abbia indirizzati verso la felicità”. Così esordisce Shimon Edelman che, nato nell’allora Unione Sovietica da una famiglia ebrea, ha studiato in Israele e quindi si è trasferito negli Stati Uniti. Ingegnere elettronico approdato alla psicologia attraverso lo studio dell’intelligenza artificiale, oggi insegna psicologia cognitiva alla Cornell University. Con il saggio La felicità della ricerca (Codice Edizioni), nelle librerie a fine gennaio, vuole trasmettere l’idea che la felicità sia un percorso più che un traguardo. E di questo parlerà a Roma il 19 gennaio, al Festival delle Scienze, quest’anno dedicato proprio alla felicità.

Giuliano Aluffi: Lei sostiene  che l’evoluzione ci ha indirizzati verso la felicità. In che senso?

Shimon Edelman: Immaginiamo che la nostra mente contenga una mappa, cioè una rappresentazione del mondo intorno a noi. A ogni oggetto, per esempio una mela, la mente assegna un valore a seconda della felicità che può darci. Il valore lo decidiamo guardando, sentendo, toccando e annusando. Questo fa sì che la mappa non sia piatta, ma dotata di avvallamenti e rilievi, che ci attraggono o respingono, quasi come se fossimo una biglia dentro un flipper. Anche i topolini nei labirinti seguono una mappa simile: il loro panorama dei valori, costruito in gran parte attraverso il fiuto, suggerisce loro la strada giusta verso il formaggio. Nel nostro labirinto le ricompense non sono dappertutto: la ricerca della felicità è la ricerca del percorso che può massimizzare il numero di ricompense.

 

Per leggere l’intervista completa che Giuliano Aluffi ha fatto a Shimon Edelman sul Venerdì di Repubblica, potete scaricare il PDF qui a lato.

Per i dettagli del suo intervento al Festival delle Scienze di Roma, cliccate QUI.

 

E per leggere la scheda-libro, cliccate sulla copertina.

Shimon Edelman - La felicità della ricerca