Le opzioni politiche di fondo appartengono alla sola sfera intellettiva? Se lo chiede in un lungo articolo Michele Gelardi su L’Opinione delle libertà. Per Gelardi la risposta è no: «Sono così evidenti, su scala planetaria, i fallimenti dell’economia pianificata, nonché le conseguenze letali del dirigismo statale sulla libertà umana e sul benessere della convivenza sociale, che non risulta spiegabile l’esistenza di una schiera così folta e variegata di “ciechi”. La spiegazione risiede in ciò: chi non vuole vedere compie un scelta, che l’intelletto copre di giustificazioni falsamente dedotte dalle varie scienze sociali, le cui radici tuttavia affondano nelle viscere dell’uomo. Il filosofo Jonathan Haidt (nel suo libro Menti tribali) ha utilizzato un’immagine per spiegare il fondamento sentimentale delle opzioni politiche consolidate nel lungo periodo: l’intelletto è paragonato a un uomo in groppa all’elefante, mentre la sfera intuitiva-sentimentale della persona è rappresentata dall’elefante stesso; alla proporzione fisica tra l’elefante e l’uomo corrisponde il rapporto tra le due componenti dell’opzione. L’abbiamo chiamata opzione, ma sarebbe meglio chiamarla “simpatia”, per significarne appunto la prevalente componente sentimentale, alla quale si deve, in ultima analisi, la spiegazione del numero incredibile di ciechi, soprattutto in Italia, e la differenza antropologica sottesa ai due universi: liberale e comunista».