Fatti di musica, la scienza di un’ossessione umana – Benedetta Saglietti, Giornale della musica

Giornale della musica

«Interrogarsi sul comportamento dell’uomo in relazione alla musica è forse il modo più interessante per affrontare il discorso più generale del suo funzionamento. L’autore cerca di spiegare cosa accade nel nostro corpo a contatto con la musica, quando suoniamo e quando ascoltiamo, esaminando come altezza del suono, timbro e ritmo causino specifiche reazioni nel cervello, nella mente e nei pensieri. I quesiti a cui il libro cerca di dar risposta sono molti. Ad esempio: che cos’ha in comune Honky Tonk Woman dei Rolling Stones con la Sheherazade di Rimskij-Korsakov? C’è una correlazione tra talento musicale e struttura cerebrale? Come riesce un solista a ricordare un intero concerto a memoria? Esiste una predisposizione biologica verso la musica? Perché alcune corrette interpretazioni sono in grado commuoverci fino alle lacrime e altre, pur tecnicamente perfette, invece no?».

Benedetta Saglietti si immerge nella lettura di un libro affascinante come Fatti di musica del neuroscienzato, nonché musicista e produttore musicale, Daniel J. Levitin, di cui abbiamo da poco pubblicato la ristampa di un altro cult, Il mondo in sei canzoni.

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Pensate a una melodia che non riuscite a togliervi dalla testa. Potrebbe essere un pezzo dei Beatles così come il jingle della vostra birra preferita. Non ha importanza. Ora: non vorreste potervi sedere attorno a un tavolo con la persona che era presente alle registrazioni di quella canzone? La persona in grado di spiegarvi nel dettaglio perché quella particolare combinazione di ritmo, armonia e timbro si è letteralmente incollata nel vostro cervello, e vi ha portato quasi alle lacrime o vi ha fatto ballare come degli ossessi con il sorriso sulle labbra ogni volta che l’avete sentita? Be’… Daniel Levitin è la persona che cercate.
Dopo una carriera come musicista rock e produttore musicale, Levitin si è dedicato alla ricerca cognitiva, dopo aver conseguito un Ph.D. in neuroscienze. In lui convivono, perfettamente allineate, l’anima e l’attitudine dell’artista e dello scienziato, in grado di ridurre una melodia a un impulso neurale, analizzarlo, e ripercorrere il tragitto inverso per farlo ritornare ad essere quello che è: una meravigliosa esperienza. E tutto questo senza privarsi del piacere di lasciarsi trasportare dalla buona musica.