L’economia della conoscenza oltre il capitalismo

Crisi dei ceti medi e rivoluzione lunga


Lo sviluppo dell’economia della conoscenza, la formazione di una nuova classe costituita dai lavoratori della conoscenza e la diffusione di Internet annunciano il possibile passaggio dal capitalismo speculativo a un nuovo modo di produzione, basato sulla cooperazione e la democrazia economica. Infatti paradossalmente la conoscenza, su cui si fonda il capitalismo più avanzato, ha caratteristiche intrinseche difficilmente compatibili con il capitalismo stesso, perché è un bene economico non esclusivo e non competitivo. L’emergente knowledge economy sta dunque scardinando dall’interno i meccanismi produttivi attuali, che invece si basano sulla ipercompetizione e sulla proprietà esclusiva dei beni. Protagonisti di questa rivoluzione – “lunga”, come ci suggerisce Grazzini, perché graduale, complessa e dagli esiti ancora imprevedibili – sono i lavoratori della conoscenza. Pur subendo le caotiche speculazioni finanziarie (che generano precarietà occupazionale, stress, riduzione dei redditi e dei servizi sociali), essi stanno sviluppando autonomamente, grazie a Internet, nuove dinamiche produttive della conoscenza aperte, cooperative e democratiche. Il free software, l’open source, Wikipedia, i blog e l’open science non sono che i primi passi di una “rivoluzione lunga” nel campo scientifico, tecnologico e delle comunicazioni. Una rivoluzione innanzitutto culturale, economica e tecnologica, destinata però a trasformare radicalmente anche le istituzioni politiche e sociali.

Tag: capitale, capitalismo, economia della conoscenza, Enrico Grazzini, Internet, knowledge economy, social network


Prime pagine

  • Edizione: 2008
  • Euro: 15,00 €
  • Tot. pagine: 312
  • ISBN: 978-88-7578-111-8
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  • Rassegna stampa
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