Will Storr: «Ecco il segreto per scrivere belle storie. E conquistare i lettori» – Giuliano Aluffi, la Repubblica

La Repubblica

Giuliano Aluffi intervista per Repubblica Will Storr, autore di La scienza dello storytelling, in cui racconta come le neuroscienze hanno dimostrato che anche il nostro cervello è un narratore.

Che cosa vuol dire? «Il cervello crea la nostra esperienza conscia», spiega Storr. «Ci mette al centro del mondo, ci fa sentire protagonisti e ci fa incamminare verso il raggiungimento dei nostri scopi. Quindi in un certo senso il cervello crea una storia in cui possiamo vivere. Lo fa per una ragione precisa: per semplificare la realtà.»

Il cervello “crea” le sue storie «collegando cause ed effetti. Quando ci capita qualcosa, ci viene da chiedercti “Perché è successo questo? E cosa accadrà dopo?”. Il cervello inizia a collegare le cose. Si può dire che causa ed effetto siano il linguaggio del cervello, il modo un cui comprende ciò che sta succedendo, e anche il modo in cui da un lato dà un senso retrospettivo al passato e dall’altro cerca di immaginare il futuro».

Ovviamente, il cervello si attiva quando leggiamo romanzi, e si attiva in modo diverso a seconda di quello che legge: «Un’evidenza interessante dalle neuroscienze è il potere della metafora. Secondo gli studi di Simon Lacey, ricercatore in neurologia della Lemory University, quando leggiamo frasi come “Paul ha avuto una giornata ruvida” le regioni neurali che usiamo nella vita di tutti i giorni per riconoscere la consistenza degli oggetti risultano più attivate di quanto succede legegndo la frase “Paul ha avtuo una giornara difficile”. […] Più le metafore risultano familiari, meno si atttivano le regioni neurali che trasformano le parole lette in percezioni corporee. Il consiglio agli scrittori in erba è: sì alle metafore, ma che siano originali».

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