Tuffiamoci nella finzione

Il Secolo XIX

«Qualche mese fa, in una conferenza alla scuola per registi dell’Università della Southern California, George Lucas e Steven Spielberg hanno preannunciato il collasso della maggior parte dei film a grande budget e con esso la fine di Hollywood per com’è oggi. Pessima notizia per i venditori di popcorn. Ma Lucas e Spielberg avevano idee intriganti su cosa sarebbe potuto accadere dopo. Lucas ha pronosticato che i blockbuster finiranno col diventare grandi eventi di botteghino, come le partite di calcio e gli spettacoli di Braodway, mentre il resto del business cinematografico migrerà sui video online -una tendenza che ha già iniziato a manifestarsi. Spielberg ha offerto una prospettiva più radicale. Nell’epoca degli schermi ubiquitari -video, film e computer- prevede la fine dell’intrattenimento su schermo. Al suo posto, ritiene che potremmo avere una sorta di intrattenimento a involucro, avvolgente. “Non saremo mai completamente immersi finché guarderemo un quadrato, che si tratti di uno schermo al cinema o di un computer”, ha sottolineato il regista. “Dobbiamo sbarazzarcene e mettere l’attore all’interno della scena. Questo è il futuro”. Benché la maggior parte delle persone consideri gli schermi come una finestra, Spielberg sembra concepirli come una barriera, che impedisce agli osservatori -ora “attori”- di essere completamente e attivamente coinvolti nel loro intrattenimento. L’idea di un intrattenimento “immersivo” -nel quale ci si può perdere e in cui il confine tra finzione e realtà sfuma- non è affatto nuova. E il suo impatto può disorientare. Ad esempio, il personaggio che dà il titolo alla seicentesca opera satirica di Cervantes, Don Chisciotte, andò a combattere i mulini a vento perché si era immerso nella lettura. […] La tenera follia di Chisciotte suggerisce il grado in cui l’arte in generale e la lettura in particolare possono effettivamente turbare le facoltà mentali».

Un estratto da Immersi nelle storie. Il mestiere di raccontare nell’era di Internet di Frank Rose pubblicato dal Secolo XIX (per continuare a leggere, scarica il PDF a lato).

 

Frank Rose - Immersi nelle storieNel Novecento ogni nuovo mezzo di comunicazione (cinema, radio, televisione) ha di volta in volta rivoluzionato le regole che governano l’arte della narrazione. Lo scopo però è stato per tutti sempre lo stesso: immergere il pubblico nelle storie raccontate, coinvolgerlo. Oggi, grazie alla natura sociale e collaborativa di internet, quest’arte ha raggiunto il suo massimo grado di evoluzione: lo spettatore non è più solo immerso nella storia, ma è chiamato in diversi modi a farne parte, a contribuire attivamente alla sua scrittura. Frank Rose ha studiato alcuni dei fenomeni più importanti della cultura pop contemporanea, e ha parlato con gli autori che li hanno creati. Immersi nelle storie è uno sguardo attento sul modo in cui stanno cambiando i mezzi di comunicazione e l’industria dell’intrattenimento.

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