Sott’acqua o a secco: che Italia farà – Giulia Villoresi, Il Venerdì

Il Venerdì

«Quando lo scorso aprile 25 mila ragazzi si sono riuniti a Roma per manifestare con Greta Thunberg per la crisi climatica, sul palco di piazza del Popolo c’era un solo adulto: Antonello Pasini», fisico, climatologo e autore di L’equazione dei disastri.

A pochissimi giorni dall’uscita del libro, Giulia Villoresi del Venerdì di Repubblica l’ha intervistato per fare il punto sull’estrema fragilità del territorio italiano, sempre più preda di inondazioni, terremoti e allagamenti. Le prospettive non sono molto rosee: «Nel giro di cinquant’anni, considerando lo scenario prospettato dall’Accordo di Parigi, metà della pianura Pontina, nel Lazio meridionale, potrebbe trovarsi sommersa», spiega Pasini. E non è che uno dei tanti esempi: ci sono anche il “caso Venezia”, i ghiacciai alpini in lento e inesorabile scioglimento, il rischio desertificazione di molte zone dell’Italia.

Come si blocca questa equazione dei disastri? Tanto per comunciare, secondo Pasini è importante che «ogni Comune si doti di un piano di adattamento ai cambiamenti climatici, identificando le zone più esposte all’impatto di eventi estremi. Servono progetti di riqualificazione degli alvei fluviali, delle dighe e delle fondazioni degli argini». Nel 2015 è stata anche approvata la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, ma è vitale trovare lo strumento finanziario che consenta «di realizzare i piani a livello regionale e soprattutto locale. E proprio questo potrebbe essere l’anello debole della catena».

A questo link l’intervista completa.

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