Pasini: dobbiamo abituarci, sono i disastri dell’effetto serra – Corrado Zunino, La Repubblica

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C’era una volta l’anticiclone delle Azzorre, che ci veniva annunciato ogni estate insieme all’avvertimento che si sarebbero toccate punte di 30 gradi. Oggi, con i 45 gradi registrati in alcune aree dell’Italia, quelle temperature sembrano un sogno. Da qualche anno, poi, al caldo torrido si affiancano frequentissimi temporali (e in alcuni casi veri nubifragi) capaci di distruggere raccolti e parchi. Perché? Lo spiega a Repubblica Antonello Pasini, autore di L’equazione dei disastri.

Intervistato da Corrado Zunino, Antonello Pasini spiega che «quell’anticiclone è rimasto alle Azzorre, e da diverse stagioni siamo visitati da anticicloni africani. Ai tempi di Bernacca stazionavano nel Sahara e oggi invadono il Mediterraneo. È l’effetto serra, il riscaldamento globale di origine antropica, figlio dell’attività dell’uomo». Ma come si passa in breve tempo dal caldo africano alle piogge torrenziali? «Il vero guaio inizia quando queste alte pressioni sahariane se ne vanno» spiega Pasini. «Ecco, oggi non subentra più l’anticiclone delle Azzorre, arrivano le correnti fredde del Nord. E allora è il patatrac.»

Antonello Pasini, che si dice “molto preoccupato” per la situazione, spiega anche che il lockdown non ha portato cambiamenti significativi, nonostante abbia pulito un po’ l’aria: «Per osservare un effetto su questo fenomeno dobbiamo diminuire i gas serra in maniera decisiva e costante, fino al 2050. Tre mesi non sono sufficienti».

A questo link l’articolo completo.

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