Narrazione è partecipazione

Nòva24 - Il Sole 24 Ore

«James Cameron sembra avere un’idea ben precisa di cosa deve essere «Avatar»: non un semplice film, ma un mondo, un universo fatto di personaggi, storie, oggetti, tecnologie, punti di vista. Un universo particolareggiato in cui si può entrare, anzi, in cui ci si immerge completamente. Ed è questo che racconta Frank Rose, «antropologo digitale» nel suo nuovo libro, appena uscito in Italia, «Immersi nelle storie – Il mestiere di raccontare nell’era delle storie» (Codice Edizioni), proprio iniziando da James Cameron. Incontriamo Rose che ci assicura che le parole chiave di questa nuova era della narrazione sono «partecipazione» e «immersione»: bisogna costruire storie immersive, veri e propri universi in cui entrare e abitare.

Storie connesse in rete con i social network e partecipate, che generano community, che trasformano lo «spettatore passivo» in «utente attivo»: «I mass media non hanno creato una stanza per la partecipazione, così ci siamo ridotti al ruolo di spettatori. Prima della carta stampata narrazione e intrattenimento erano più partecipati. Le persone si raccontavano storie e al posto di ascoltare passivamente le registrazioni musicali dei musicisti ci si riuniva per suonare e cantare.

Era l’epoca dei non professionisti, di gente che faceva qualcosa unicamente perché amava farla. Con l’era industriale i non professionisti sono scomparsi e ora ecco che riappaiono». Per Rose è lo stesso sistema mediale a essere mutato: dai «mass media» ai «deep media»: «Nell’era industriale si producevano e si distribuivano testi in ogni dove. I mass media sono un prodotto di quest’era industriale che combina tecnologia ed economia. Ma ora questo sistema sembra insostenibile dal punto di vista economico e anche perché non permette un reale feedback da parte delle persone. Ora, però, internet ha cambiato tutto ciò per sempre». E allora si parla di «convergenza» e «fandome» per indicare la partecipazione attiva delle persone alla narrazione».

Simone Arcagni, Nòva24 Il Sole 24 Ore (per continuare a leggere, clicca QUI)

 

Frank Rose - Immersi nelle storie

Nel Novecento ogni nuovo mezzo di comunicazione (cinema, radio, televisione) ha di volta in volta rivoluzionato le regole che governano l’arte della narrazione. Lo scopo però è stato per tutti sempre lo stesso: immergere il pubblico nelle storie raccontate, coinvolgerlo. Oggi, grazie alla natura sociale e collaborativa di internet, quest’arte ha raggiunto il suo massimo grado di evoluzione: lo spettatore non è più solo immerso nella storia, ma è chiamato in diversi modi a farne parte, a contribuire attivamente alla sua scrittura.