L’olfatto? Una questione letteraria. Parola della neuroscienziata Anna D’Errico – La Voce di Mantova

La Voce di Mantova

Quest’anno al Festivaletteratura 2020 Anna D’Errico, autrice di Il senso perfetto, ha tenuto due incontri: uno insieme al creatore di profumi Antonio Gardoni; e un altro, Profumo di libri, in cui ha creato un piccolo canone letterario “olfattivo”: ne parla la Voce di Mantova.

«Ho voluto creare un percorso olfattivo prendendo in esame autori diversissimi tra loro, che dimostrano tuttavia quanto il naso porti a galla tracce sensoriali che si immaginavano sepolte», spiega Anna D’Errico, che ha incluso nella sua selezioni Moby Dick, in cui Melville «descrive con precisione scientifica l’anatomia dei cetacei e arricchisce la narrazione di elementi sensoriali, talvolta sconosciuti, come nel caso dell’ambra grigia. Questa sostanza rappresentava un’essenza rara e veniva rinvenuta proprio nell’intestino delle balene, tra  fetori delle carcasse marcescenti». E ancora, c’è il profumo di zagara che emana Eugenia, moglie di Patrizio in Profumo di Luigi Capuana, che richiama i grandi romanzieri francesi per l’uso che fa dell’elemento olfattivo. Ci sono poi le considerazioni di Primo Levi in L’altrui mestiere, in cui lo scrittore torinese racconta di essere diventato chimico per poter esercitare il naso.

A questo link l’articolo completo. 

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