La ricerca della felicità tra scienza e poesia

La Repubblica

«Qual è la felicità più grande sulla Terra? “Cambiare idea come cambio un penny con uno scellino e ascoltare il suono di una fanciulla che canta andandosene per la via dopo avermi chiesto la strada”. Questa la conclusione del poeta Christopher Logue che lo psicologo Shimon Edelman fa sua per questo libro prezioso dove le divisioni convenzionali fra scienza e discipline umanistiche vengono messe da parte.
(…) La felicità può -forse- essere oggi descritta in un algoritmo: i progressi che si sono fatti nella comprensione del modo in cui funzionano mente e cervello lo consentirebbero, immaginando persino una formula per perseguirla con efficacia».

Francesca Bolino, La Repubblica (per continuare a leggere, scarica il PDF a lato).

 

Shimon Edelman - La felicità della ricercaLa ricerca della felicità è da secoli un mantra per filosofi e letterati. Lo psicologo Shimon Edelman, partendo dall’immagine della mente come macchina complessa e stratificata che accumula sempre nuove esperienze, inverte gli elementi della formula per dimostrare che la felicità non sta tanto nel raggiungimento di un particolare stato esistenziale, quanto nell’incessante processo di crescita di tutti noi. Letteratura e filosofia fanno da ideale contrappunto, nelle pagine di Edelman, al ritratto della nostra mente disegnato in questi anni da scansioni e imaging cerebrali. La felicità della ricerca è un perfetto connubio tra rigore scientifico e approccio poetico e visionario; l’ultima, definitiva prova che oggi le neuroscienze sono in grado di offrire  un importante contributo alla comprensione di noi stessi e della nostra vita.