Il pubblico protagonista

Il Secolo XIX

«Un tempo si sognavano i personaggi dei libri, poi quelli dei film. Con la televisione il pubblico ha iniziato a immedesimarsi anche nelle serie televisive, che rimanevano con loro a lungo, a volte anche per decine di anni. Chi entra nelle case una volta a settimana, tramite il piccolo schermo, è un amico, più che un passatempo. L’arrivo di internet ha modificato ancora una volta il modo di fruire di questo tipo di spettacoli. Frank Rose spiega proprio come gli spettatori interagiscano in modo diverso: sia con i loro eroi televisivi, sia fra di loro. Lo spiega nel suo libro Immersi nelle storie. Il mestiere di raccontare nell’era di internet, Codice Edizioni. Per i fan l’importante è ritrovare ogni settimana la propria “famiglia”. Con la diffusione di internet e dei social media, però, l’appuntamento lungo 20 o 40 minuti, a seconda che si tratti di una commedia o di un dramma, non basta più. Vogliono un modo per entrare sempre di più nel mondo che amano: “Il coinvolgimento dei fan può aggiungere qualcosa al telefilm stesso. Un esempio che tratto nel libro è quello di Lost, una serie così complicata che un appassionato ha creato un’enciclopedia in stile Wikipedia per tenere tutto sotto controllo. In Lostpedia ci sono 7300 pagine in inglese, ed esiste anche in altre 16 lingue”, spiega Rose».

Ilaria M. Linetti, Il Secolo XIX (per continuare a leggere, scarica il PDF a lato).

 

Frank Rose - Immersi nelle storie

 

«Cosa succede quando gli spettatori si appropriano di pezzi di trama e cominciano a raccontarli a modo loro?»