Il fisico pop star che ti guarda nel cervello – Michio Kaku intervistato dal Venerdì

Il Venerdì

«Leggeremo il pensiero , registreremo i nostri sogni per rivederli o mostrarli agli amici, ci connetteremo a Internet col pensiero, potremo conversare a piacimento con versioni digitali dei defunti e forse vivremo per sempre, anche se disancorati dal nostro corpo. “O per lo meno, ci sono buone probabilità che tutto questo accadrà, perché in università e centri di ricerca già si stanno studiando questi ambiti, esistono in molti casi dei prototipi e la loro realizzazione, non violando alcuna legge della fisica, sarà più questione di ingegneria che di fantascienza”, ci assicura Michio Kaku, fisico teorico alla City University di New York, co-fondatore della teoria di campo delle stringhe, ma soprattutto divulgatore scientifico tra i più noti nel mondo, che in questi giorni è in libreria con Il futuro della mente (Codice Edizioni, traduzione di Chiara Barattieri e Giuseppe Maugeri).

 

Perché un fisico scrive un libro sul futuro della mente?

Nella Via Lattea abbiamo cento miliardi di stelle, nel cervello abbiamo un numero simile di neuroni. Per trovare una cosa più complessa del cervello umano, ossia un ipotetico cervello extraterrestre più evoluto di noi, dovremmo viaggiare almeno fino alla stella più vicina, Proxima Centauri, distante 4,23 anni luce dalla Terra. Universo e mente sono i due misteri più grandi della scienza: e fino ad oggi, come fisico, ho indagato soprattutto sul primo. Ma anche a far luce sui misteri della mente sono oggi i fisici, grazie ai progressi nella risonanza magnetica, nell’elettroencefalogramma, nella Tac, nella tomografia a emissione di positroni. È così che negli ultimi 15 anni abbiamo scoperto più cose sul cervello che in tutta la storia precedente dell’umanità. E potremo svelarne tutti i segreti: che cos’è la coscienza, dove nasce l’intelligenza, come facciamo a pensare.

Quali sono le novità più sorprendenti?

Prendiamo la telepatia e la telecinesi, ossia leggere il pensiero degli altri e muovere gli oggetti con la mente. Fino a qualche anno fa solo la fantascienza diceva che queste cose erano possibili. Oggi lo dice la fisica. Usando la fisica possiamo infatti leggere le immagini che si formano nel cervello quando vediamo qualcosa. Lo fa Jack Gallant, neuroscienziato dell’Università della California: grazie alla risonanza magnetica e ad algoritmi che abbinano una biblioteca di immagini agli schemi di attività del cervello corrispondenti, Gallant può estrarre dalla nostra corteccia visiva un’immagine, rozza e sfocata, di quello che vediamo. Un vicino di laboratorio di Gallant, Brian Pasley, con un sistema analogo ma basato su elettrocorticogramma (un elettroencefalogramma molto più preciso) riesce a “leggere” le parole del nostro monologo interiore. Certo, al momento c’è un grosso limite a tutto ciò: per posizionare gli elettrodi bisogna rimuovere una porzione di cranio, e quindi si è sperimentato solo su volontari e durante operazioni chirurgiche a cervello aperto fatte per curare l’epilessia. Ma in futuro potremo farlo in maniera più “soft”. E potremo scambiarci ricordi digitalizzati, proprio come oggi facciamo con i filmati su Youtube.

Giuliano Aluffi, il Venerdì di Repubblica (per continuare a leggere, clicca QUI).

 

 

kakuTra tutti i grandi comunicatori della scienza, Michio Kaku è uno dei pochi in grado di coniugare la descrizione delle frontiere più avanzate della ricerca con la cultura pop, dalla fantascienza (presenza costante nei suoi libri) fino alla storia e alla cronaca. Non fa eccezione Il futuro della mente, resoconto delle più recenti scoperte in campo neuroscientifico: dalla telecinesi al controllo e potenziamento delle capacità cognitive, dalla registrazione dei sogni e dei pensieri al download della memoria, fino ad arrivare alla natura stessa della coscienza, il grande mistero dell’uomo ancora in parte inesplorato. Nelle mani di Kaku la scienza diventa ancora una volta un racconto emozionante, oltre che una lettura godibilissima.

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