Flessibile, allegro, ottimista: il connettoma

La Stampa

«Connettoma. La parola è brutta ma ha di buono che evoca la parola genoma, e ciò la rende meno oscura. Il genoma è l’insieme dei nostri geni. Il connettoma è l’insieme delle connessioni tra le cellule del nostro cervello, i neuroni. Qui finiscono le analogie e iniziano le differenze. Il genoma è definito alla nascita da un mix dei geni paterni e materni: nel corso della vita può subire mutazioni, che però di solito sono peggiorative, basti pensare a quelle che scatenano il cancro. Il connettoma, invece, pur essendo alla nascita determinato dai geni paterni e materni, nel corso della vita cambia senza sosta e si arricchisce di nuove connessioni, a settant’anni siamo più saggi che a venti. Il genoma è rigido, e c’è da augurarsi che rimanga tale. Il connettoma è flessibile e conserva la sua flessibilità fino all’ultimo respiro. Il genoma è triste e pessimista: può solo deteriorarsi. Il connettoma è allegro e ottimista perché sa di poter migliorare grazie a nuove esperienze. Il genoma, custodendo il progetto del nostro organismo, è ripiegato su se stesso e solitario. Il connettoma guarda fuori di sé, si nutre di pubbliche relazioni, è capace di generare arte, poesia, scienza, socialità, empatia, solidarietà. Il genoma è cosa da scienziati. Il connettoma dovrebbe interessare soprattutto agli umanisti e ai filosofi: nella sua mappa che in ogni istante si riconfigura c’è lo scorrere stesso della vita intellettuale. Genoma e connettoma sono molto diversi anche per dimensioni. Il genoma umano è formato da 25 mila geni e un totale di 3 miliardi di informazioni pari alle lettere di 5000 libri. Il connettoma si identifica con in contatti tra 100 miliardi di neuroni ed è paragonabile a 5 miliardi di libri. Decifrare per intero il genoma ha richiesto dieci anni e 4 miliardi di dollari. Disegnare la mappa del connettoma con tutte le sue strade e i suoi sentieri risulta un milione di volte più impegnativo e costoso. Ma le tecnologie corrono. Oggi leggere il Dna di una persona richiede pochi giorni e mille dollari. Domani potrebbe essere così anche per il connettoma. Ci racconta queste cose Sebastian Seung, professore di neuroscienze computazionali al Mit di Boston nel suo primo libro, intitolato, manco a dirlo, Connettoma (Codice Edizioni, p. 390, euro 15,90)».

Piero Bianucci, La Stampa (per continuare a leggere, scarica il PDF a lato).

 

Sebastian Seung - ConnettomaDa alcuni anni è in corso uno dei più innovativi progetti di ricerca dai tempi del sequenziamento del genoma: ricostruire l’intera rete delle connessioni tra le aree cerebrali, disegnare cioè una “mappa di navigazione” per orientarsi in quel territorio ancora in larga parte oscuro che è il nostro cervello. Questa mappa è stata chiamata “connettoma”. Un’impresa mastodontica, spiega Sebastian Seung, ma l’obiettivo vale lo sforzo. Le potenzialità infatti sono enormi: nell’attività neurale del  cervello sono immagazzinati e codificati i nostri ricordi, i pensieri e le esperienze vissute; in poche parole tutto ciò che fa di noi le persone che siamo. Tracciare quella mappa, quindi, e poterne studiare i percorsi e gli snodi, significherà avere accesso alle basi biologiche della nostra identità, e forse alla fine completare quel “libro della vita” che il progetto genoma umano ha iniziato.