Daniel Magariel, Uno di noi – Sandra Newman, Internazionale

Internazionale

«All’inizio del romanzo d’esordio di Daniel Magariel, il protagonista dodicenne è costretto dal padre a prendersi a pugni in faccia da solo per “dimostrare” che la madre lo picchia, così il padre può ottenere l’affidamento esclusivo dei due figli. Quando il ragazzino si mostra riluttante, il padre gli dice: “Pensavo che volessi venire con noi. Pensavo fossi uno dei ragazzi”. Sentendo questo, il bambino si convince. I “ragazzi” lasciano il Kansas e partono per una nuova vita ad Albuquerque. Tra le tante ironie del romanzo c’è la sua parodia della mascolinità. Essere “uno dei ragazzi” significa unirsi a un complotto menzognero, farsi del male da soli e poi dare tutta la colpa a una donna».

Su Internazionale la recensione di Sandra Newman, pubblicata su “The Guardian” di Uno di noi, il romanzo d’esordio di Daniel Magariel. Clicca QUI per continuare a leggere l’articolo.

Un ragazzino dodicenne, suo fratello maggiore e il loro padre, carismatico e manipolatore, hanno vinto quella che loro chiamano “la guerra”. Dopo il tribolato divorzio dei genitori, la madre ha perso la custodia dei figli. I tre lasciano il Kansas, di notte, e viaggiano verso ovest, verso la periferia brulla e assolata di Albuquerque, in New Mexico, per ricominciare una nuova vita insieme. All’inizio tutto sembra normale: i ragazzi vanno a scuola, giocano a basket e si fanno nuovi amici. Ben presto, però, la situazione precipita: strani personaggi vanno e vengono dal loro appartamento, e il padre da distratto si fa prima lunatico, poi imprevedibile e infine pericoloso. Magariel firma lo straordinario ritratto di un bambino che lotta per cercare di tenere insieme i pezzi della sua famiglia, e racconta il legame feroce di due fratelli che si proteggono a vicenda da un padre di cui una volta si fidavano ma che ora non riconoscono più.

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