Ciò che è successo sulla Terra può succedere altrove

Tuttoscienze - La Stampa

Tuttoscienze – La Stampa ha intervistato Dimitar Sasselov, autore per noi di Un’altra Terra. La scoperta della vita come fenomeno planetario:

 

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La Terra è bellissima e non c’è documentario tv che non ce lo ricordi, tra eccessi spesso insopportabili di retorica. Ma non montiamoci la testa.

Entro 10 anni potremmo aver cambiato idea sull’eccezionalità della nostra patria di terre e acque e di ossigeno alterato dai gas serra.  È così che la pensa Dimitar Sasselov, bulgaro di Sofia e astronomo a Harvard, dove guida l’«Harvard Origins of Life Initiative», il progetto per lo studio dei corpi celesti in grado di ospitare la vita. È lui ad aver scoperto il pianeta più remoto della galassia e oggi - spiega nel saggio «Un’altra Terra» di Codice Edizioni – fa parte del gruppo di «esploratori di nuovi mondi» che ha in Eugenio Rivera della University of California at Santa Cruz il proprio Colombo: a questo ricercatore, infatti, si deve l’individuazione, nel 2005, della prima super-Terra, una palla rocciosa sette volte e mezzo la nostra, ma non così paradisiaca come sognano i fans degli alieni, visto che la temperatura si aggira sui 380 gradi.

 

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Da allora le «altre Terre» sono apparse sulla scena a ritmi serrati. Hanno già superato le 500 e ce ne sono sempre di nuove a presentarsi. Sasselov è sicuro che «i sogni di 20 anni fa, oggi, non lo sono più: troveremo forme di vita aliena su altri pianeti entro un decennio». E intanto – aggiunge – «confido in “Curiosity”». Anche se la Nasa non ha diffuso annunci clamorosi l’altro ieri a San Francisco, «il rover ha davanti a sé due anni di lavoro».

Professore, come immagina gli extraterrestri? Nonostante qualche sfrenata fantasia, ci accontenteremo di pallidi rappresentanti delle specie aliene sotto forma di microbi?

«Sono certo che il giorno in cui ne scopriremo uno sarà un evento straordinariamente eccitante, per la scienza e per l’umanità. Anche la firma di un unico microbo significherà la presenza di una potenziale folla».

 

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