copertina libro "Nati per credere" di Vittorio Girotto, Telmo Pievani e Giorgio Vallortigara
Vittorio Girotto, Telmo Pievani, Giorgio Vallortigara

Nati per credere (nuova edizione 2026)

Evoluzionismo · Neuroscienze · Psicologia
Pubblicazione: 9 giugno 2026
Euro: 20,00
Pagine: 216
ISBN: 9791254501535

Torna in libreria con una nuova copertina Nati per credere di Vittorio Girotto, Telmo Pievani e Giorgio Vallortigara.

La teoria darwiniana dell’evoluzione rappresenta uno dei maggiori successi scientifici di ogni tempo; eppure molte persone che non si occupano di scienza a livello professionale la rifiutano e mostrano invece di credere in varie forme di creazionismo. Sembra, come ha osservato Richard Dawkins, che il nostro cervello sia stato specificamente «progettato» per fraintendere il darwinismo e che l’ipotesi di una “mente creatrice superiore” sia per l’uomo più attraente e naturale.

In Nati per credere uno psicologo cognitivo, un filosofo della scienza e un neuroscienziato intrecciano le proprie riflessioni e le proprie esperienze di ricerca per offrire al lettore una tesi affascinante: il meccanismo evolutivo ha fatto sì che credere nel sovrannaturale sia diventato una parte integrante dei nostri normali processi cognitivi. La mente umana si è infatti evoluta, in virtù del meccanismo della selezione naturale, per pensare in termini di obiettivi e di intenzioni, un adattamento biologico importantissimo per un animale sociale come l’uomo.

Perché è così facile credere nel sovrannaturale? Perché fantasie di complotto e fake news hanno oggi più successo della scienza? Un classico della saggistica italiana analizza quella che sembra essere una predisposizione cognitiva sviluppata con l’evoluzione.

«Lo stesso Charles Darwin era rimasto colpito dall’efficacia comunicativa delle descrizioni finalistiche della natura che aveva letto in gioventù. Quando capì di avere scoperto un meccanismo, la selezione naturale, che rendeva superfluo il ricorso a qualsiasi progetto per spiegare la nascita e l’evoluzione delle specie – compresa quella umana – fu subito consapevole che in questo modo stava contraddicendo non soltanto le credenze religiose creazioniste dell’epoca, ma anche modi molto comuni di pensare.»