copertina libro "Malati" di Cinzia Pozzi
Cinzia Pozzi

#Malati

Cultura digitale · Internet · Social network · Sociologia
Pubblicazione: 5 novembre 2025
Euro: 16,00
Pagine: 176
ISBN: 9791254501429

Per lungo tempo è stato il medico il custode di confessioni, paure e speranze dei malati. Oggi, invece, quando riceviamo una diagnosi, ci rivolgiamo al web, certi che qualcuno online ci ascolterà. Dai forum di pazienti come ambulatori virtuali dove condividere sintomi e consigli con le comunità di “pari”, ai primi cancer bloggers che sono andati virali imbattendosi in community di seguaci, fino all’era dei social network, che ha creato nuovi ruoli per chi si ammala. Siamo di fronte a un fenomeno sociale in rapida crescita e che riguarda tutti noi. Perché tutti prima o poi possiamo ammalarci, e perché ormai passiamo più tempo su internet che negli ambienti sanitari. In questo libro Cinzia Pozzi approfondisce motivazioni, aspettative e comportamenti dei #malati che, facendo rete, trovano supporto ma rischiano anche la privacy e la sovraesposizione a contenuti triggeranti, scontrandosi con dinamiche social che sono insensibili allo stato di salute degli utenti. Quanto fa bene raccontarsi sui social quando si sta male? Con una ricerca scientifica agli albori e frammentata, non c’è una risposta definitiva: ce ne sono molte.

C’È CHI USA I SOCIAL COME DIARIO DIGITALE O PER FARSI RICORDARE, CHI TROVA INFORMAZIONI UTILI, CHI INCONTRA GRUPPI TOSSICI E CHI TRASFORMA L’ESPERIENZA DI MALATTIA IN NUOVE FORME DI ATTIVISMO SANITARIO O IN PROFESSIONI DIGITALI. E C’È ANCHE CHI ESAGERA O MENTE SENZA CONTROLLO.

«In quest’era in cui la tecnologia ha trasformato i corpi umani in grandi database, non siamo più fatti solo di geni, proteine e altri componenti molecolari, ma anche di “briciole” digitali che disseminiamo dietro di noi a ogni passo mosso online: è il nostro medioma social, che può essere analizzato per descrivere chi siamo, come agiamo e, non meno importante, dirci come stiamo».

«Dopo la diagnosi, la nostra versione digitale può diventare una gabbia con sbarre sempre più alte al crescere di follower e like. E rimanerci incastrati è molto più facile di quanto pensiamo».