“Colorava di vita i suoi racconti” – Vittorio Bo ricorda Sebastiano Vassalli

“Mi ha sempre affascinato il suo modo di scavare nella storia, che diventa scavo nella coscienza. Era come se, con la sua penna, colorasse di vita ciò che raccontava”. Così Vittorio Bo, a lungo direttore dell’Einaudi e oggi presidente di Codice edizioni, ricorda lo scrittore e amico Sebastiano Vassalli, morto oggi a 73 anni. “Diceva sempre di non avere timore, perché le storie sarebbero arrivate da sé, non c’era bisogno di andarle a cercare. Diventava un tutt’uno con loro, le sovrapponeva, all’improvviso faceva prendere loro strade inaspettate”. Schivo e fuori dal tempo, come un monaco laico votato alla scrittura, “Sebastiano non era una persona dai facili e immediati entusiasmi – aggiunge Bo -. Per lui, ogni rapporto doveva sedimentarsi e crescere a poco a poco. La sua fedeltà nei confronti delle persone e delle parole era assoluta, così come quella nei confronti delle sue origini. Era molto attaccato alla terra e al suo ‘monastero di libri’ nel novarese, quella casa scelta proprio perché nell’estrema propaggine abitata della grande pianura delle risaie”.

Autore eclettico, giornalista e pittore, sperimentatore dei generi e temi più vari, Vassalli aveva iniziato a pubblicare con la casa editrice torinese nel 1968. “C’era un filo rosso che attraversava i capitoli dei suoi libri e della sua vita – racconta ancora Vittorio Bo -. Ogni pagina portava con sé la particolarissima cifra stilistica di Sebastiano. I suoi grandi reportage erano memorabili, massima espressione della sua incredibile penna, ma anche anche del suo acuto spirito d’osservazione che lo spingeva a una continua indagine all’origine delle storie, delle tradizioni e della mitologia popolare”.

‘La chimera’, uscito nel 1990, è stato il romanzo che lo ha consacrato come grande autore. “Era molto orgoglioso e affezionato alla copertina disegnata da Giuliano Della Casa – conclude il presidente di Codice – così come alla stessa casa editrice. Storici i momenti di confronto con Giulio, simbolo di un lungo rapporto fatto di stima e rispetto reciproco”.

Elisa Barberis, Lapresse

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