Benvenuto Kevin

Kevin KellyKevin Kelly, con “Quello che vuole la tecnologia“, è un nuovo “autore” Codice. Non ha bisogno di presentazioni, ma vi proponiamo la traduzione “non letterale” del suo profilo/biografia sul sito kk.org. Buona lettura.

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A proposito di me (Kevin Kelly)
Cose che mi interessano adesso, o alle quali ero interessato prima

Ho partecipato alla creazione di “All Species Foundation”, organizzazione no-profit volta a identificare e catalogare tutte le specie viventi sulla terra. Tra gli obiettivi, quello di assegnare a ogni organismo una propria pagina web.

Gran parte della mia attenzione è dedicata all’eccitante lavoro alla Long Now Foundation, del cui consiglio faccio parte. Questa Fondazione è un’organizzazione no-profit che si occupa di promuovere la responsabilità a lungo termine, come antidoto all’imperante “pensiero a breve termine” della maggior parte delle organizzazioni contemporanee. Insieme a Stewart Brand organizzo e ospito cicli di seminari mensili sul tema a San Francisco. Il progetto più interessante che abbiamo in corso è l’orologio da 10000 anni che la Fondazione sta costruendo. Il primo prototipo è già stato costruito e il primo modello di dimensioni reali è attualmente in fase di montaggio.

Sono stato anche attivamente coinvolto nella creazione di un “disco di Rosetta”, un archivio di 1000 lingue, pensato per essere collocato all’interno o a fianco dell’orologio da 10 000 anni. Il disco di Rosetta nasce da un sito web dinamico che funge da archivio di tutte le lingue, il Rosetta Project.

Per lungo tempo ho fatto parte, in qualità di membro, del Global Business Network, un piccolo think tank e centro di consulenza con sede a Emeryville, in California.

Ciò su cui scrivo

Qualche anno fa sono stato invitato a partecipare con un mio scritto a una vasta raccolta di saggi sulla cultura e la scienza per il 100° anniversario della rivista “Science”. Il mio contributo, intitolato Terza cultura, riguardava la cultura che circonda la tecnologia emergente.

Ho inoltre scritto o curato un mucchio di libri, due dei quali sono stati tradotti in nove altre lingue.

Il mio primo libro, un lavoro in cui ho davvero messo tutto il cuore, è molto lungo, molto complesso, ampio e difficile da riassumere. Riguarda il decentramento, le modalità per cui le macchine stanno diventando “biologiche”, e come Internet e una foresta pluviale sono tra loro collegati. Sono stato molto sorpreso da quante persone hanno letto tutto ciò. Il titolo è leggermente oscuro, ma è il migliore che ho potuto trovare in quel momento: Out of Control. La nuova tecnologia delle macchine, dei sistemi sociali e dell’economia globale. Sta vendendo meglio ora rispetto a quando è uscito.

Out of Control è stato uno dei primi libri ad essere integralmente disponibile online, ed è disponibile tutt’ora.
(Questa opportunità fortuita è avvenuta perché il mio agente letterario, John Brockman, è stato tra i primi a rendersi conto del valore dei diritti online, prima di quanto abbiano fatto gli editori, così quando ha negoziato il contratto per il mio libro nel 1990 abbiamo mantenuto i diritti on line!)

Interessi attuali

Sono interessato ai documentari, ai programmi educativi, al cinema non-fiction, e a tutto ciò che l’impero britannico BBC definisce reportage. Io li chiamo i film veri e sto cercando di radunarne titoli e recensioni sul sito www.truefilms.com.

Non appena i miei bambini hanno cominciato a uscire da soli ho voluto dare a ognuno di loro una scatola degli attrezzi e un libro che contiene idee su strumenti e possibilità che essi non potrebbero altrimenti conoscere. Ho iniziato a redigere un elenco di attrezzi, aggiungendovi i miei commenti. Alcuni di questi sono apparsi in alcuni numeri di “Whole Earth Review”, una rivista alla quale ho partecipato. Al momento, le recensioni sono entrate a far parte del sito Cool Tools dove potete trovare le mie raccomandazioni e molto altro.

Ho partecipato a tante di quelle manifestazioni che ho perso le tracce di tutti i miei interventi. Al fine di ridurre la quantità di viaggi che devo fare, ho ridotto il numero di inviti che accetto aumentando il mio gettone, cosa che, credetemi, mantiene basso il numero di inviti. Se non accetto un invito, vi prego di comprendere che dire di no è l’unico modo per conservare un certo tempo per creare qualcosa di interessante da dire quando scelgo di rispondere affermativamente. Sono rappresentato dal Monitor Group Talent Network.

Io e Hollywood

Alcuni anni fa Keanu Reeves ha raccontato in un breve videoclip come ogni attore abbia dovuto leggere il mio Out of control (e due altri titoli) prima di poter aprire la sceneggiatura originale di Matrix. Potete trovare, inoltre, una serie di interviste cui ho partecipato a proposito del film e della scienza.

Compaio anche tra i crediti dei collaboratori all’ideazione di Minority Report. Nel 1999 Steven Spielberg ha rinchiuso me e un gruppo di altri futurologi in un hotel per un brainstorming su come sarebbe stato il 2054 per individuare dettagli sufficienti per poter girare un film. È riuscito a riprodurvi le nostre idee piuttosto bene, e nel 2010 un certo numero di pubblicazioni ha assegnato un voto elevato all’accuratezza delle previsioni tecnologiche presenti in esso.

Matt Groening, il creatore dei Simpson, è stato ispirato dal mio utilizzo di un “conto alla rovescia della vita” sul mio personal computer e ha scelto di utilizzarlo in un episodio di Futurama. Naturalmente la sua versione era molto più divertente.

Vite precedenti

Che cosa ho fatto prima di tutto questo? La mia formazione è minima. Mi sono ritirato dal college e invece di andare all’università sono andato in Asia. Questa è stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Ho viaggiato, durante gli anni Settanta, come fotografo nell’entroterra e nei villaggi dell’Asia, tra l’Iran e il Giappone. Ho percorso il mio viaggio con un budget di circa 2500 $ l’anno e sono tornato con 36000 diapositive. Le ho messe insieme in un libro fotografico chiamato Asia Grace. La mia aspirazione è che il libro funzioni come una vera e propria esperienza cinematografica. Non ci sono parole, didascalie, numeri di pagina. L’idea su cui si basa è di cadere letteralmente dentro le immagini, e le persone mi dicono che funziona.

Sono tornato negli Stati Uniti nel 1979 e ho viaggiato per 5000 miglia in bicicletta. Nei tre mesi di viaggio ho compilato un diario e riempito un album da disegno. Ogni pagina del libro contiene un disegno e un haiku. Recentemente ne ho fatte stampare un paio di centinaia di copie così che altri possano goderne.

All’incirca nel 1982 ho dato vita a una società di vendita per corrispondenza chiamata Nomadic Books che vendeva guide per viaggi a budget ridotto. Ho cominciato a scrivere per riviste di viaggi e avevo una rubrica mensile di viaggi del “New Age Journal”.

Nel 1984 mi sono trasferito in California per curare la redazione del “Co-Evolution Quarterly”, pubblicato dal Whole Earth Catalog, che era di proprietà dell’organizzazione no-profit Point Foundation, fondata da Stewart Brand. Successivamente la rivista ha cambiato nome in “Whole Earth Review” e ne sono diventato direttore ed editore. Tali pubblicazioni si configurano come ottimi strumenti di valutazione dei migliori “utensili” a disposizione dell’uomo per auto-educarsi. Seguendo i miei interessi, Whole Earth è stata la prima rivista generalista a seguire le evoluzioni della realtà virtuale, della salvaguardia ecologica, della cultura tecnica e della vita artificiale (per citare solo alcuni dei temi all’avanguardia). Nel 1985 la Point Foundation, grazie a finanziamenti provenienti dall’azienda Neti, ha lanciato uno dei primi sistemi di teleconferenza online, The Well. In qualità di direttore della fondazione, ho avuto una parte nella genesi iniziale di The Well, diventata una delle prime rampe di accesso pubblico a Internet.

Nel 1989 ho progettato Cyberthon, una 24 ore di immersione nella realtà virtuale, primo accesso per il grande pubblico a questo tipo di realtà.

Nel 1992 sono entrato a far parte di un piccolo team che, nel gennaio 1993, ha lanciato la rivista “Wired” e vi ho lavorato come redattore in capo dal settembre 1992 al gennaio 1999.

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