La lunga vita dell’heterocephalus glaber

Science Illustrated

Heterocephalus glaber

 

«Vive al buio, in gallerie dove l’ossigeno scarseggia, respirando i vapori delle proprie feci. Eppure l’eterocefalo glabro gode di grande longevità e, fino all’ultimo secondo di vita, di ottima salute. I suoi geni potrebbero spiegarci come curare efficacemente ogni malattia, dal cancro all’arresto cardiaco.

A guardarlo, l’eterocefalo glabro (nome scientifico Heterocephalus glaber, anche noto come rattotalpa nudo, dalla traduzione del nome inglese, ndr) non sembra esattamente scoppiare di salute. Una delle descrizioni più positive dell’animale lo vede somigliante a un involtino primavera dotato di zampe. Questo piccolo roditore nudo è esile, rugoso, con la pelle rosea, occhi piccoli e grandi denti gialli, così lunghi e sporgenti che restano permanentemente fuori dalla bocca. L’eterocefalo glabro vive nel sottosuolo, all’interno di un ampio dedalo di gallerie, nelle regioni aride dell’Africa orientale, dove è abbastanza diffuso.

È difficile osservare in superficie questi roditori, visto che odiano la luce, ma lasciano il loro segno sulla vegetazione perché si nutrono di radici e tuberi. L’eterocefalo glabro fu descritto scientificamente per la prima volta nel 1842. In un primo momento costituì perlopiù una curiosità etologica. Fu difficile studiarlo a causa del suo stile di vita sotterraneo: non si sapeva molto su questo tipo di ratto fin quando la tecnologia scientifica si è sviluppata ed è stato possibile avere in cattività delle colonie dell’animale. Dopo i primi studi gli scienziati hanno compreso che si trattava di un animale molto particolare.

(…) Nel tempo hanno raccolto sempre maggiori informazioni e più volte è capitato loro di restarne sorpresi. Prima di tutto, l’eterocefalo glabro gode di una notevole e insolita longevità».

 

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