Come funziona il piacere

D - La Repubblica

«È tutta questione di chimica: quando soddisfiamo dei bisogni – di qualunque natura essi siano – il cervello rilascia dopamina, un neurotrasmettitore che si attiva proprio quando viviamo esperienze gratificanti dandoci una meravigliosa sensazione di piacere. Junk food, sesso, sudore, marijuana, vodka e gioco d’azzardo ci fanno sentire bene anche se poi in realtà non fanno bene. Perché? «Numerosi studi hanno dimostrato ormai che esiste un’unità neuronale che lega il vizio alla virtù» spiega David Linden, docente di Neuroscienze alla John Hopkins University e autore del libro La bussola del piacere (Codice Edizioni). Nell’ambito dell’ultimo Festival delle Scienze svoltosi di recente a Roma e dedicato quest’anno alla felicità, Linden ha cercato di far luce sui circuiti cerebrali del piacere avvalendosi delle ultime scoperte scientifiche ma anche di aneddoti divertenti di cui egli stesso è stato protagonista.

«Nel ’98 durante una vacanza a Bangkok ho dovuto subire le insistenti domande di un indigeno alla guida dei tradizionali tuk tuk, le motorette a tre ruote, che mentre mi accompagnava in albergo mi chiedeva con differenti toni di voce se volessi divertirmi in qualche modo: una donna, un uomo, un trans, droga, combattimenti tra galli» ha raccontato il professore. «Trascurando l’illegalità delle proposte, c’era qualcosa che univa quelle offerte. Che cosa? Molto semplice, il vizio. E cos’è il vizio se non una ricerca reiterata del piacere?».  Tra le fonti primarie di piacere c’è naturalmente il sesso: «Il piacere ci attrae, ci stravolge, a volte diventa un’ossessione. Non lo possiamo spiegare in poche parole, ma il raggiungimento dell’orgasmo è una cosa innata e ha radici evoluzionistiche molto profonde» spiega il neuroscienziato. A seguito di alcuni esperimenti, siamo arrivati a risultati interessanti. Intanto che l’orgasmo maschile e quello femminile sono molto simili: quello femminile dura intorno ai 20-25 secondi, quello maschile poco meno. Poi sappiamo che si attiva il circuito del piacere nella corteccia dell’orgasmo per circa 10-20 secondi. Lo stimolo del piacere esiste per incentivarci a mangiare, a bere e ad accoppiarci, ma anche per il semplice impulso sessuale.

Potenzialmente tutte le azioni che attivano il circuito del piacere sono in grado di sviluppare dipendenza e tutti, in misura diversa, possiamo svilupparne una. Dipende da fattori genetici (per il 40%) e da esperienze di vita, fattori ambientali, stress. Gli studi hanno dimostrato che l’incidenza della dipendenza sull’uomo è del 4% per l’alcool, 8% per la cannabis, 25% per l’eroina, 80% per il tabacco. Spiega Linden, inoltre, che se chiedessimo a tre soggetti affetti da dipendenza – un giocatore d’azzardo, un eroinomane, un sex addicted – di descrivere le sue manifestazioni, togliendo poi i riferimenti specifici al gioco, alla droga e al sesso, nessuno sarebbe in grado di capire verso cosa i tre soggetti sono dipendenti. Questo perché le traiettorie sono simili, per gli effetti che producono e per il loro essere in grado di modificare per sempre i circuiti del piacere».

Irma D’Aria, D La Repubblica (per continuare a leggere clicca QUI).

 

 

David Linden - La bussola del piacere

I confini di cosa è bene e cosa è male, di cosa separa il socialmente accettabile dal moralmente deplorevole sono, nella realtà scientifica, molto più sfumati di quanto pensassimo. Una sfida notevole, quella lanciata dalle neuroscienze, che ci porta a ripensare gli aspetti culturali, morali e giuridici che danno forma alla nostra identità e alla nostra presenza all’interno della società.