E se le nostre cellule non fossero tutte nostre? Il corpo umano può contenere cellule con un patrimonio genetico tutto loro, che non coincide con il DNA proprio dell’organismo ospitante. Cellule estranee a tutti gli effetti, ma coinvolte, come tutte le altre, nei processi vitali. Si tratta di un fenomeno biologico che prende il nome di microchimerismo: in Le cellule vagabonde Lise Barnéoud si apre alle potenziali implicazioni (siano esse mediche, filosofiche, forensi) di quest’ultimo, superando e al tempo stesso appoggiandosi al punto di vista scientifico. Se un elemento tanto inequivocabile quanto il DNA non è più sufficiente – non del tutto – per definirci in quanto individui e per definire l’altro a partire da noi, i confini dell’identità si fanno labili, incerti, e aprono la strada a nuove prospettive sul significato dell’io nell’ecosistema corpo.