Piccoli occhi volanti

Sapete che cosa sono i droni?

Lo spiega quest’articolo di Francesco Fondi uscito su Repubblica:

«Fino a qualche anno fa i droni, piccoli mezzi volanti senza pilota comandati a distanza, si vedevano solo attraverso i telegiornali. Nei servizi dall’ Iraq e dall’ Afghanistan, dove l’ esercito americano li impiega da tempo. Ora invece stanno diventando fenomeno di massa, legato soprattutto al movimento dei “maker” e del “diy” (do it yourself), lo stesso che sta consumando grandi quantità di stampanti 3D e che pratica la via della tecnologia fai da te. Anche in Italia, tra fotografi e videoamatori, i droni si stanno diffondendo. Per riprese e foto aeree o per fare del “video turismo”: si pilota il velivolo in luoghi inaccessibili e se qualcosa va male niente paura: ormai alcuni modelli hanno sul radiocomando un pulsante per il rientro automatico alla base».

L’equivalente laico dell’anima

«In questi giorni ricorre l’anniversario dell’annuncio sulla mappatura del genoma umano da parte di Bill Clinton e Tony Blair. Citando uno studioso, osservate che il genoma è diventato l’equivalente laico dell’anima…»

«Il libro nasce dal nostro stupore per come il discorso pubblico sia rimasto ancorato a un’idea di determinismo genetico, all’idea che il genoma umano avrebbe dato tutte le risposte e le soluzioni alle patologie. Ma gli scienziati hanno compreso che non era così semplice e oggi l’epigenetica ci mostra come i geni e l’ambiente continuino a interagire in modi sorprendenti. L’altro punto di partenza del libro è il dinamismo crescente della ricerca contemporanea. Non possiamo perdere di vista l’immenso potenziale che hanno le scienze della vita, ma non dobbiamo neppure suscitare speranze che nel breve periodo potrebbero essere deluse».

Sulle rotte naturalistiche degli Esploratori perduti di metà ‘800 (20 marzo 2012)

La Repubblica edizione di Bologna pubblica la recensione di “Esploratori perduti” di Stefano Mazzotti.

[…] è un saggio accurato e affascinante sui viaggi di ricerca naturalistica ed etnografica che alcuni scienziati italiani intrapresero nella seconda metà dell’Ottocento nel solco, si potrebbe dire, di quella investigazione e ricognizione scientifica che Darwin aveva avviato col suo viaggio del 1831 sul brigantino Beagle verso l’America meridionale e le Galapagos […]

Tecnottimisti, l’esercito web che sa pensare positivo (marzo 2012)

Un articolo di Federico Rampini, che partendo da un virgolettato di Michio Kaku, ci racconta le tecnologie del futuro e perché bisogna essere tecnottimisti.
“Entro otto anni non esisterà più il computer perché al suo posto avremo milioni di microchip diffusi nell’ambiente in cui viviamo: nelle auto e negli elettrodomestici, nei mobili di casa, nei vestiti, nel nostro corpo. I nostri nipoti avranno poteri analoghi a quelli delle divinità dell’antica Grecia. Il cancro sarà sconfitto dai microchip, i sensori nella toilette di casa raccoglieranno campioni di urine, feci e sangue, e l’analisi del Dna consentirà la prevenzione del tumore con dieci anni di anticipo. Internet lo vedremo proiettato sulle nostre lenti a contatto: un batter di ciglia e consulteremo Wikipedia. Allo stesso modo diventeremo poliglotti istantanei, grazie a traduttori automatici online che ci appariranno sulle lenti a contatto potremmo dialogare in mandarino arabo o russo senza averli studiati”.