Chi si ricorda degli Esploratori? (aprile 2012)

Giacomo Doria, Giuseppe Sapeto, Luigi Luigi ed Enrico D’albertis, Arturo Issel. Sono tanti i navigatori ed esploratori italiani, e genovesi, che Stefano Mazzotti ci racconta nel suo ultimo libro, Esploratori perduti e di cui parla la recensione de Il Secolo XIX.

Personaggi audaci ed intelligenti, capaci di esplorare le zone più selvagge dei cinque continenti, spesso poco conosciuti al grande pubblico, ma che ora, grazie al lavoro del Direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara possono essere riscoperti dal grande pubblico.

Fidatevi, nel 2100 saremo così (aprile 2012)

“Il Secolo XIX” intervista il fisico americano Michio Kaku che, nel suo nuovo libro Fisica del futuro, traccia uno scenario emozionante dei prossimi 100 anni tramite l’esplorazione di quelle tecnologie – oggi in piena fase di sviluppo e realizzazione – in grado di cambiare radicalmente, da qui al 2100, la nostra vita.

Secondo Kaku entro il 2030 potremmo visualizzare immagini e dati direttamente sui nostri occhi grazie a lenti a contatto speciali, salire su auto che si guidano da sole e indossare vestiti in grado di inviare provvidenziali SOS. E questo sarà solo l’inizio: potremmo saper leggere nel pensiero, spostare gli oggetti con la mente, parlare qualsiasi lingua grazie a un traduttore universale, eseguire ogni mattina uno screening corporeo per capire il nostro stato di salute, e infine sostituire i nostri organi vecchi e malati con altri nuovi ed efficienti.

I delitti della mente (aprile 2012)

Il Secolo XIX pubblica un estratto del libro di Andrea Lavazza e Luca Sammicheli, I delitti del cervello.
In un libro le nuove proposte poste dalle neuroscienze: la violenza non è solo consapevole.
[…] Chiamiamolo John. Era un tranquillo insegnante della virginia. Forse non il marito migliore nè il padre migliore, ma certamente no un minaccioso pervertito che suscitasse diffidenza e allarme nei familiari e nei conoscenti. All’improvviso cominciò a manifestare comportamenti sessualmente disturbati e un’eccessiva attenzione a immagini e contenuti eccitanti. John in alcuni momenti non “sembrava più lo stesso”.