Stefano Mazzotti

Esploratori perduti


Varia · Comunicazione della scienza · Storia
Pubblicazione: Ottobre 2011
Euro: 16,00
Pagine: 312
ISBN: 978-88-7578-262-7

Esotismo, spirito d’avventura, sete di conoscenza e atmosfere che ricordano i romanzi di Emilio Salgari. A cavallo tra Ottocento e Novecento, in piena epoca coloniale, le zone più selvagge e inesplorate dei cinque continenti (Corno d’Africa, Borneo, Lapponia, Amazzonia, Alaska e Siberia) vennero attraversate da coraggiosi scienziati italiani che dedicarono la loro vita allo studio della biodiversità della Terra. Personaggi spesso poco conosciuti al grande pubblico, che oltre ad aver vissuto vite straordinarie hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo delle discipline scientifiche allora emergenti. Esploratori perduti e ora, grazie a questo libro, ritrovati al piacere della lettura. Accomunati, scrive Stefano Mazzotti, «da uno spirito di conoscenza e di esplorazione, da una curiosità che li rendeva irrequieti in patria e formidabili perlustratori e raccoglitori di nuove conoscenze, nelle “terre incognite” di un pianeta ancora tutto da scoprire».

 

Meglio la tenda del beduino, meglio il dorso del cammello, meglio la continua lotta e la sublime incertezza dell’indomani. In Africa, in Africa! Io voglio morire libero come la sua natura!

Orazio Antinori, esploratore

Viaggiare, vedere, pensare e ricordare è vivere, è sapere.
Luigi Robecchi Bricchetti, esploratore

Ci piace pensare che con questo racconto di spedizioni e avventure scientifiche si possa ritrovare la memoria di illustri ma ormai dimenticati esploratori dell’Ottocento, e che oltre ai preziosi reperti e agli esemplari delle loro collezioni vengano riportate a nuova vita anche le loro speranze, i loro entusiasmi e le loro passioni, auspicio a una resilienza culturale e scientifica del nostro paese.

Stefano Mazzotti