“Il Secolo XIX” intervista il fisico americano Michio Kaku che, nel suo nuovo libro Fisica del futuro, traccia uno scenario emozionante dei prossimi 100 anni tramite l’esplorazione di quelle tecnologie – oggi in piena fase di sviluppo e realizzazione – in grado di cambiare radicalmente, da qui al 2100, la nostra vita.

Secondo Kaku entro il 2030 potremmo visualizzare immagini e dati direttamente sui nostri occhi grazie a lenti a contatto speciali, salire su auto che si guidano da sole e indossare vestiti in grado di inviare provvidenziali SOS. E questo sarà solo l’inizio: potremmo saper leggere nel pensiero, spostare gli oggetti con la mente, parlare qualsiasi lingua grazie a un traduttore universale, eseguire ogni mattina uno screening corporeo per capire il nostro stato di salute, e infine sostituire i nostri organi vecchi e malati con altri nuovi ed efficienti. (continua a leggere »)

Il Secolo XIX pubblica un estratto del libro di Andrea Lavazza e Luca Sammicheli, I delitti del cervello.
In un libro le nuove proposte poste dalle neuroscienze: la violenza non è solo consapevole.
[…] Chiamiamolo John. Era un tranquillo insegnante della virginia. Forse non il marito migliore nè il padre migliore, ma certamente no un minaccioso pervertito che suscitasse diffidenza e allarme nei familiari e nei conoscenti. All’improvviso cominciò a manifestare comportamenti sessualmente disturbati e un’eccessiva attenzione a immagini e contenuti eccitanti. John in alcuni momenti non “sembrava più lo stesso”. (continua a leggere »)

«(…) il connettoma è la totalità delle connessioni tra i neuroni di un sistema nervoso. Questo termine, come il suo omologo genoma, implica la completezza; il connettoma non è una (continua a leggere »)

«Un tempo si sognavano i personaggi dei libri, poi quelli dei film. Con la televisione il pubblico ha iniziato a immedesimarsi anche nelle serie televisive, che rimanevano con loro a (continua a leggere »)

«Sabbie mobili nasce per spiegare questo. Per raccontare il lato umano di che cosa succede in banca, mettendo la telecamera nel back stage senza la paura di mostrare le debolezze (continua a leggere »)