Terrificante come tentare di occuparsi delle tasse con un abaco

07 dicembre 2012

Kids safety on Facebook«Nella mia casella di posta, lunedì mattina, c’era una mail del mio editor con un oggetto allarmante: AIUTO!

Quando ho aperto il messaggio, ho letto: “Mia figlia compie tredici anni oggi, e quindi, come promesso, ho lasciato che s’iscrivesse a Facebook. Accidenti. Ora sono preoccupatissimo per le sue impostazioni di privacy”.

Persino per un adulto, in effetti, cercare di capire le impostazioni di privacy di Facebook è terrificante come tentare di occuparsi delle tasse con un abaco. Per i ragazzini, ignari delle conseguenze che possono avere le loro azioni online, usare Facebook nella maniera sbagliata può lasciare una traccia digitale che potrebbe seguirli anche al liceo, all’università, e nel mondo reale. Come se non bastasse, sui social network bazzicano anche soggetti inquietanti.

Ecco quello che ho detto al mio editor: prima di tutto, bisogna sedersi davanti ai propri figli e spiegare loro che qualunque cosa -enfatizzando la parola qualunque– postino può essere -e sarà- usata contro di loro su internet. Questo include i messaggi privati e le foto -che loro credono visibili solo agli amici- e i commenti che lasciano alle foto e agli status delle altre persone. Anche se tutte queste cose sono impostate come private, un amico con cui hanno litigato potrebbe fare uno screenshot di qualcosa che tuo figlio ha condiviso, e poi farlo girare per la scuola per farlo prendere in giro da tutti».

(Nick Bilton, New York Times – Continua a leggere cliccando qui)

 

Nick Bilton ha scritto per noi Io vivo nel futuro.

 

Nick Bilton - Io vivo nel futuro

 

«Smartphone, iPad e piattaforme digitali come Twitter e Facebook hanno modificato radicalmente la produzione e il consumo dei contenuti: nelle nostre case e nei nostri cellulari si sta affacciando una nuova forma di cultura che avrà profondi effetti sulle abitudini di vita e sugli stessi meccanismi cerebrali».

Tag: Facebook, Figli, Nick Bilton, The New York Times