Tempi Moderni: la nuova collana di Codice Edizioni

08 aprile 2013

Codice Edizioni compie dieci anni.

Abbiamo deciso di festeggiare con una nuova iniziativa editoriale: la collana Tempi Moderni. L’obiettivo è quello di arricchire l’indagine scientifica rigorosa e sempre curiosa che ci ha accompagnati e caratterizzati fin dal principio.

Tempi Moderni è la prima delle nostre sfide future; è un dialogo aperto con la politica, in un momento in cui l’urgenza di una discussione chiara e innovativa e competente si è aggiunta al già naturale ruolo fondamentale della politica nella vita di tutti i giorni. Si tratterà di una collana agile e al tempo stesso densa, aperta alle istanze delle più sensibili questioni contemporanee, senza perdere di vista il bisogno di analisi e di critica oggi sempre più necessario per capire chi siamo e il nostro ruolo nella società.
Insieme a noi abbiamo chiamato a partecipare esponenti del mondo giuridico e di quello economico, della scienza e della sociologia, filosofi e esperti del mondo dell’arte di fama internazionale, per affrontare questa sfida al meglio e offrire ai nostri lettori una collana dove il valore della democrazia, il ruolo della scienza e il riconoscimento dei diritti vogliono dialogare, convivere tra possibilità di incontro e affermazione delle competenze, essere parte del nostro vocabolario quotidiano in sempre più rapida evoluzione. Una collana che ha come obbiettivo la comprensione del nostro passato e dell’eredità delle nostre parole e dei nostri pensieri, che possono ancora, profondamente, aiutare a trovare nuovi modelli di scambio di idee e comportamenti.

«Il senso di una collana, ovvero di una serie di libri non giustapposti per semplice curiosità – sempre necessaria – ma cercati e pensati per costruire un percorso di complicità, si misura con i lettori. I gusti, le reazioni, le approvazioni o le critiche di chi legge i libri che pubblichiamo sono alla fine la base e il senso ultimo del nostro lavoro. E sono solo loro che alla fine possono dirci se questo compito ha un senso, oltre la passione, l’interesse e l’impegno che ci mettiamo».
Vittorio Bo




 

 

Di seguito i primi titoli della collana con una breve scheda di presentazione

  • Stephen Holmes, Poteri e contropoteri in democrazia

Il violento attacco al sistema di separazione dei poteri di cui siamo stati testimoni negli ultimi anni ha permesso l’ingresso sulla scena politica e sociale dei mali che infestano le democrazie: leggi ad personam, clientelismo, corruzione, annullamento del pluralismo dell’informazione, ingiustizia. Se ingerenze e convergenza tra potere politico e controllo dei mezzi d’informazione hanno conosciuto un pericoloso inasprimento in tempi recenti, non dobbiamo però dimenticare che si tratta di mali storici, di patologie già diagnosticate dal costituzionalismo liberale dell’Ottocento, alla cui lezione originaria occorre tornare.

[Stephen Holmes, professore di legge all’università di New York, ha basato le proprie ricerche su liberalismo europeo, insuccessi della democrazia e liberalizzazione economica post-comunista. In Italia ha pubblicato Anatomia dell’antiliberalismo, Einaudi, 1995, e Il costo dei diritti, Il Mulino 2001].

 

  • Sheila Jasanoff e Silvio Funtowicz, con Alice Benessia, L’innovazione tra utopia e storia

Il passato è ricco di conseguenze inattese e di crisi che nessuno aveva previsto. Possiamo migliorare il nostro modo di figurarci un futuro tecnologico? Possiamo ripensare alla definizione e al ruolo dell’innovazione? Per farlo è necessario spostare il peso dal futuro delle promesse e dei rischi al presente dei bisogni e dei desideri, per produrre immaginazioni più democratiche e sostenibili sulle traiettorie tecnologiche che vogliamo seguire. Sheila Jasanoff, Silvio Funtowicz e Alice Benessia intrecciano scienza, tecnologia e politica per esplorare il modo di intendere e perseguire l’innovazione con uno sguardo al passato per comprendere il presente. Un libro per riflettere sugli assunti indiscussi dell’innovazione tecnologica, e ridiscutere il nostro stesso modo di innovare.

[Sheila Jasanoff è una delle massime autorità in sociologia della scienza e nell’analisi dei rapporti tra scienza e società.
Silvio Funtowicz insegna all’università di Bergen; il suo ambito di ricerca sono la filosofia e le politiche pubbliche della scienza.
Alice Benessia si occupa di ricerca interdisciplinare sul rapporto tra arte, scienza e sostenibilità].

 

  • Pierfranco Pellizzetti, Conflitto. L’indignazione può davvero cambiare il mondo?

Stiamo assistendo, in questi anni, a una progressiva accelerazione delle insorgenze sociali: dalle piazze maghrebine agli indignados fino a Occupy Wall Street, l’opposizione al vigente ordine economico e politico si è diffusa a macchia d’olio. Eppure sembra che le logiche che hanno regolato il mondo negli ultimi trent’anni non siano state neanche scalfite. Non solo: l’antagonismo di questi movimenti è rimasto confinato nella dimensione sterile della pura testimonianza, politicamente inerte. Perché? L’analisi del presente si traduce nelle pagine di Pellizzetti in una tesi: è il conflitto il vero motore del cambiamento, la linfa vitale utile ai movimenti per riconquistare posizioni di forza. Per mirare al cuore di tenebra del Potere del terzo millennio, indignarsi non basta più: occorre occupare democraticamente il punto critico dove il Potere collude con il Denaro. E questo saggio mostra come farlo.

[Fino al 2011 docente di politiche globali a Genova, Pierfranco Pellizzetti scrive per “MicroMega”, “Critica Liberale” e “Il Fatto Quotidiano”. Tra i suoi ultimi libri, Fenomenologia di Berlusconi, Manifestolibri, 2009, Liberista sarà lei (con Emilio Carnevali), Codice, 2010, e C’eravamo tanto illusi, Aliberti, 2012].

 

  • François Bourguignon, La globalizzazione ineguale

I crescenti livelli di disuguaglianza che si riscontrano nel mondo di oggi sono interamente imputabili alla globalizzazione? Si può sperare in un ristabilimento dell’uguaglianza e della giustizia sociale? In realtà la globalizzazione è un fenomeno molto più complesso di quanto non venga descritto dai media. Da un lato l’ineguaglianza mondiale è diminuita (il livello di vita di brasiliani, cinesi e indiani si avvicina ormai a quello di nordamericani ed europei); dall’altro, però, è esplosa l’ineguaglianza all’interno di un gran numero di paesi, alimentando ingiustizie e tensioni sociali. La globalizzazione ineguale esamina questo paradosso, e descrive agli strumenti di cui dispongono governi nazionali e sovranazionali per gestirlo.

[Capo economista della Banca mondiale nel periodo 2003-2007, Franços Bourguignon è direttore dell’École d’économie di Parigi, e ha insegnato all’École des Hautes Études en Sciences Sociales].

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