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Clay Shirky, autore di “Uno per uno, tutti per tutti” e “Surplus cognitivo”, è stato intervistato da Alan Rusbridger, direttore del Guardian, durante il Guardian Open Weekend Festival, evento che si è tenuto a Londra il 24 e 25 marzo e che ha dato la possibilità a migliaia di persone di partecipare a oltre 200 tra incontri, conferenze e dibattiti con scienziati, intellettuali, politici e scrittori di livello internazionale. (continua a leggere »)

Le nuove tecnologie alla base della comunicazione digitale contemporanea ci fanno credere di essere meno isolati perché sempre connessi. Si tratta però dell’illusione di una reale intimità: i nostri profili online esistono in funzione del numero dei contatti, oggetti inanimati e intercambiabili che acuiscono il senso di solitudine. Allo stesso tempo si sta completando il ventaglio dei rapporti possibili con i robot, dall’ipotesi di affidar loro i propri figli a quella di farne dei veri e propri partner. Questo è il paradosso indagato da Sherry Turkle: mentre gli amici in rete sono in realtà presenze prive di sostanza, molti desiderano, talvolta disperatamente, attribuire emozioni umane ai robot. Insieme ma soli è una storia di dissociazione emotiva, ma anche una storia di speranza, perché anche dove la saturazione digitale è maggiore, molti, soprattutto fra i giovani, si interrogano su cosa sia davvero il rapporto umano, e chiedono il ritorno a forme più naturali di dialogo. Alla fine Facebook, il BlackBerry e l’iPhone ci spingono a ricordare chi siamo veramente: esseri umani con scopi umani. (continua a leggere »)

Gianni Riotta, su Tuttolibri, si domanda se “l’onnipresenza dei mezzi di comunicazione elettronici, internet e i social network, Facebook, Twitter, i motori di ricerca come Google, cambieranno il modo di comunicare, pensare, sentire, perfino essere”. La disputa sembra essere più che mai accesa tra i cyberutopisti, che decantano le meraviglie dell’era digitale e i cybercritici, che ci avvertono delle disastrose conseguenze. (continua a leggere »)

Evgeny Morozov a Genova

28 ottobre 2011 - eventi - news

Eugeny Morozov, giornalista ed esperto di geopolitica, nel suo libro L’ingenuità della rete, muove una pungente critica al potere di internet e a tutti coloro i quali credono che la rete ci renda davvero libri, sostenendo che, al contrario, pensare al web come un propagatore naturale di democrazia è fuorviante e pericoloso. Infatti non sono pochi i governi, tutt’altro che democratici, che usano le piattaforme digitali piegandole ai loro fini. (continua a leggere »)

La rivoluzione di Twitter: se ne è parlato per le manifestazioni in Iran nel 2009, per la Cina subito dopo, più recentemente per l’Egitto: prima ancora che lo scontento dei cittadini, il grande protagonista delle proteste sembra essere stato il web. La convinzione che le tecnologie digitali alimentino solo cambiamenti positivi e siano lo strumento perfetto per la creazione della democrazia corrisponde alla realtà? (continua a leggere »)