Risultati per tag: tempi moderni

Da decenni gli esperti si dividono sulla possibilità della rete di permettere una maggiore partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, fino all’utopia dell’autogoverno del popolo, che secondo molti equivarrebbe a una versione “social media” della democrazia diretta ateniese. Ora che sono stati condotti in tutto il mondo esperimenti per implementare soluzioni tecnologiche nelle procedure democratiche, è tempo di chiedersi se i risultati prodotti siano all’altezza delle aspettative. Descrivendo un panorama contraddittorio ma ricco di potenzialità, Fabio Chiusi ci racconta le più interessanti esperienze di democrazia digitale; soprattutto quelle italiane, che fanno del nostro Paese uno dei laboratori più avanzati e un osservatorio privilegiato per valutarne l’efficacia. (continua a leggere »)

La globalizzazione è normalmente identificata come causa di ingiustizie e tensioni sociali: i dati però, mentre disegnano un mondo fatto di disuguaglianze sempre crescenti fra gli individui, ci dicono anche come le differenze nella ricchezza delle nazioni si siano alquanto livellate, portando il tenore di vita medio dei cittadini di paesi emergenti come il Brasile, la Cina e l’India ad avvicinarsi a quello di nordamericani ed europei. La globalizzazione è quindi stata “anche” un’opportunità per i paesi emergenti e in via di sviluppo? Un paradosso che François Bourguignon affronta corredando la sua analisi con la descrizione degli strumenti normativi a disposizione di governi e organizzazioni. (continua a leggere »)

Il violento attacco al sistema di separazione dei poteri ha permesso l’ingresso sulla scena politica e sociale dei mali che infestano le democrazie: leggi ad personam, corruzione, annullamento del pluralismo dell’informazione, ingiustizia. Quel che è peggio, il tutto è avvenuto sotto lo sguardo indifferente di molti cittadini. Se ingerenze e convergenza tra potere politico e controllo dei mezzi d’informazione hanno conosciuto un pericoloso inasprimento in tempi recenti, non dobbiamo però dimenticare che si tratta di mali storici, di patologie già diagnosticate dal costituzionalismo liberale del settecento e dell’ottocento, alla cui lezione originaria occorre tornare. (continua a leggere »)

Il nostro passato è disseminato di conseguenze inattese e di crisi che nessuno aveva previsto o predetto. Possiamo migliorare il nostro modo di figurarci un futuro tecnologico? Possiamo ripensare alla definizione e al ruolo dell’innovazione? É necessario spostare il peso dal calcolo alla narrazione, dal futuro delle promesse e dei rischi al presente dei bisogni e dei desideri, per produrre immaginazioni più democratiche e sostenibili sulle traiettorie tecnologiche che vogliamo seguire sulla Terra. Sheila Jasanoff, Silvio Funtowicz e Alice Benessia intrecciano in questo libro scienza, tecnologia e politica per esplorare il nostro modo di intendere e perseguire l’innovazione, con uno sguardo al passato per comprendere il nostro presente. (continua a leggere »)

Stiamo assistendo, in questi anni, a una progressiva accelerazione delle insorgenze sociali: dalle piazze maghrebine agli indignados fino a Occupy Wall Street, l’opposizione al vigente ordine economico e politico si è diffusa a macchia d’olio. Eppure le logiche che hanno regolato il mondo negli ultimi trent’anni non sono state neanche scalfite, e l’antagonismo è rimasto confinato nella dimensione sterile della pura testimonianza, politicamente inerte. Perché? Secondo Pellizzetti è il conflitto il vero motore del cambiamento, la linfa vitale utile ai movimenti per riconquistare posizioni di forza. Per mirare al cuore di tenebra del potere del terzo millennio, indignarsi non basta più: occorre occupare democraticamente il punto critico dove il potere collude con il denaro. (continua a leggere »)