Risultati per tag: social network

Su Internazionale di questo mese una bella recensione di Insieme ma soli di Sherry Turkle.
“Usiamo la tecnologia per migliorare la nostra vita e scopriamo che in realtà ci impoverisce [...].
Il messaggio (di mail) non letto è il simbolo delle nostre aspettative, della speranza che nella nostra vita stia per accadere qualcosa di nuovo” (continua a leggere »)

Con l’ingresso di milioni di persone nell’universo della rete, internet sta diventando “pop”, e la connessione digitale tra le nostre vite sta cambiando i comportamenti, il modo di consumare e di rapportarsi alle istituzioni: un nuovo contesto pubblico con le proprie pratiche sociali e le proprie regole pragmatiche. Il mondo del consumo, della pubblicità e dell’arte, così come quello delle pubbliche amministrazioni, vengono modificati dall’empowerment … (continua a leggere »)

Gianni Riotta, su Tuttolibri, si domanda se “l’onnipresenza dei mezzi di comunicazione elettronici, internet e i social network, Facebook, Twitter, i motori di ricerca come Google, cambieranno il modo di comunicare, pensare, sentire, perfino essere”. La disputa sembra essere più che mai accesa tra i cyberutopisti, che decantano le meraviglie dell’era digitale e i cybercritici, che ci avvertono delle disastrose conseguenze. (continua a leggere »)

Benvenuto Evgeny!

26 ottobre 2011 - news

Diamo il benvenuto al nuovo autore Codice Edizioni Evgeny Morozov. A fine ottobre in libreria con “L’ingenuità della rete”.
“Non riconoscere il lato oscuro di internet è come visitare Berkeley, la California e i quartieri generali del cyber-utopismo, e convincersi che anche il resto dell’America sia così: alternativa, tollerante, baciata dal sole, con un sacco di cibo biologico e di buon vino, e con orde di attivisti politici che combattono per cause che ancora neanche esistono. Ma il resto dell’America non vive così, e certamente non vive così il resto del mondo (Evgeny Morozov)” (continua a leggere »)

La rivoluzione di Twitter: se ne è parlato per le manifestazioni in Iran nel 2009, per la Cina subito dopo, più recentemente per l’Egitto: prima ancora che lo scontento dei cittadini, il grande protagonista delle proteste sembra essere stato il web. La convinzione che le tecnologie digitali alimentino solo cambiamenti positivi e siano lo strumento perfetto per la creazione della democrazia corrisponde alla realtà? (continua a leggere »)