Risultati per tag: psicologia

“Perché ci piace tanto mangiare nei fast-food, quando sappiamo che nella maggior parte dei casi servono robaccia tutt’altro che salutare? E perché un gioco tanto semplice e ripetitivo come Angry Birds si divora ore e ore delle nostre giornate? Com’è possibile che la gente finisca in bancarotta dopo aver perso milioni a un tavolo da gioco? E quelli che non riescono a stare un giorno intero senza massacrarsi i polpacci in una maratona?”.

A queste e molte altre domande risponde David J. Linden ne La bussola del piacere, un testo che ci spiega come funzioni quella parte del nostro cervello che provoca il senso del piacere e ci dà delle risposte sulle dipendenze e sulle compulsioni umane. (continua a leggere »)

“Dopo i test proiettivi e della personalità, sempre più perizie legali saranno supportate dalle tecniche di neuroimmagine. Sarà questo il possibile traguardo di un percorso iniziato da una ventina d’anni, alla fine del quale il colpevole di un delitto potrebbe tentare di scagionarsi sostenendo: “non sono stato io, ma il mio cervello”. (continua a leggere »)

La resilienza rappresenta molto più che una capacità di sopravvivenza o di adattamento ad una situazione difficile, spesso traumatica. Per l’instaurarsi di una resilienza durevole conta soprattutto quello che viene dopo il superamento dell’evento critico. Alcune immagini mentali sono comunemente utilizzate per descrivere il processo: “L’arte di navigare sui torrenti”, espressione cara a Boris Cyrulnik, neuropsichieatra e psicoanalista francesce, o “risalire su una barca rovesciata”, “ricostruire una casa crollata”. (continua a leggere »)

“La moralità è una sovrastruttura culturale che nasconde una natura umana profondamente egoista e brutale, oppure è un’estensione degli istinti sociali degli animali che, uniti allo sviluppo del sistema cerebrale, ha permesso di arrivare a un grado inedito di complessità?”.

Una bella recensione di Supercooperatori di Martin Nowak, su Tuttoscienze de La Stampa, ci racconta qual è il pensiero degli scienziati su questo tema e mette in luce come la moralità ci renda più socievoli e onesti e ci faccia vivere meglio. (continua a leggere »)

Sherry Turkle, intervistata su Grazia, ci spiega perchè grazie alla tecnologia abbiamo l’illusione di conoscere davvero qualcuno, mentre in fondo siamo persone sempre più sole.

Quando li vedi (i ragazzi) fermi al semaforo o in fila al supermercato, sono a disagio: allora tirano fuori il loro smartphone, controllano i messaggi. Non possono vivere senza. In pratica “usano” gli altri, raggiunti online, non come persone distinte con cui entrare in relazione, ma solo come mezzi per creare un’immagine di se stessi, per capire chi sono. Ecco perchè noi psicologi lanciamo l’allarme: se non sappiamo insegnare ai nostri figli a gestire la loro intimità, il mondo interiore, in futuro si trasformeranno in persone davvero sole.

Sherry Turkle (continua a leggere »)