Risultati per tag: nick bilton

“Ascoltami attentamente: non alzare lo sguardo. Ti stanno osservando. Vedi quello sconosciuto seduto di fronte a te che sembra parlare al telefono? In realtà ti sta fotografando. E non è (continua a leggere »)

Oggi la prima pagina di NY Times on line è occupata da un articolo di Nick Bilton (noto editorialista tecnologico di cui abbiamo recentemente pubblicato “Io vivo nel futuro”) sulle indiscrezioni provenienti dai Google X Lab a riguardo di un imminente ingresso dell’azienda della grande “G” nel mondo degli occhiali. Sì, occhiali, avete capito bene, solo che si tratta di occhiali in grado di leggere informazioni in augmented reality. Non solo informazioni, ma applicazioni vere e proprie, intrattenimento e giochi. (continua a leggere »)

Il XXI secolo è l’epoca dello smarter consumer. Il consumatore di oggi ha una possibilità di scelta inimmaginabile: ha in tasca un supercomputer che gli permette di ottenere quello che vuole, e al miglior prezzo. Le persone stanno diventando più intelligenti perché lo stanno diventando gli oggetti che utilizzano, e questo comincia a esser valido praticamente per qualsiasi cosa. Oggi i consumatori sono più liberi: di evitare, accettare e interagire con un’offerta commerciale, di prendere parte a un’idea e migliorarla. Il consumatore intelligente è attento al tema dell’eco-sostenibilità e della solidarietà sociale nella produzione di beni o servizi. Per questo motivo, lo smart consumer è già in via di estinzione, sostituito dalla sua nuova versione, il consumer 2.0, ovvero il consumatore eco-smart. (continua a leggere »)

Io vivo nel futuro è un manuale che spiega, in parole che anche i più tecnologicamente impediti possono capire, come la tecnologia, che secondo alcune fosche previsioni sarebbe la morte dei nostri cervelli, potrà invece aiutare a svilupparli positivamente. (continua a leggere »)

Mi è sempre piaciuto leggere i quotidiani. Le parole non bastano per raccontare l’emozione che provai quando, nel 2004, subito dopo aver iniziato a lavorare per il “New York Times”, scoprii che buona parte dell’edizione domenicale veniva stampata in anticipo, e che tutti i sabati in redazione veniva consegnata una mazzetta dell’inserto fresca di rotative. (continua a leggere »)