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La resilienza rappresenta molto più che una capacità di sopravvivenza o di adattamento ad una situazione difficile, spesso traumatica. Per l’instaurarsi di una resilienza durevole conta soprattutto quello che viene dopo il superamento dell’evento critico. Alcune immagini mentali sono comunemente utilizzate per descrivere il processo: “L’arte di navigare sui torrenti”, espressione cara a Boris Cyrulnik, neuropsichieatra e psicoanalista francesce, o “risalire su una barca rovesciata”, “ricostruire una casa crollata”. (continua a leggere »)

“La moralità è una sovrastruttura culturale che nasconde una natura umana profondamente egoista e brutale, oppure è un’estensione degli istinti sociali degli animali che, uniti allo sviluppo del sistema cerebrale, ha permesso di arrivare a un grado inedito di complessità?”.

Una bella recensione di Supercooperatori di Martin Nowak, su Tuttoscienze de La Stampa, ci racconta qual è il pensiero degli scienziati su questo tema e mette in luce come la moralità ci renda più socievoli e onesti e ci faccia vivere meglio. (continua a leggere »)

Piero Bianucci ci regala una rapida e efficace storia dell’elio attraverso gli studi e le ricerche di Ernest Rutheford, padre della fisica nucleare e premio Nobel per la chimica grazie agli studi condotti su questo elemento.

Rutheford, con il suo esperimento della lamina d’oro sottile, fu il primo a capire come è fatto un atomo, storia raccontata nella sua biografia scientifica Una forza della natura scritta da Richard Reeves, il ritratto di uno straordinario genio e di un’epoca “di frontiera”, di limiti infranti e di scoperte che avrebbero cambiato per sempre il panorama mondiale. (continua a leggere »)

Nel suo nuovo libro, “Fisica del futuro”, Michio Kaku ci accompagna per mano fra i possibili scenari del nostro futuro prossimo, con fantasia narrativa, ma anche con la solidità della conoscenza degli elementi scientifici sui quali il nostro domani sta per germogliare, e in alcuni casi è già un concreto presente. (continua a leggere »)

«Niente è più importante che osservare le fonti delle invenzioni. Sono più interessanti delle invenzioni stesse». A pensarlo non era uno qualunque ma Gottfried Wilhelm von Leibniz, uomo geniale vissuto in Germania a cavallo del Seicento e Settecento, precursore dell’informatica e padre della prima calcolatrice meccanica. Perciò vale davvero la pena seguire il suo consiglio. Ma a Torino gli inventori esistono ancora? (continua a leggere »)