Risultati per tag: codice narrativa

«Tutto quello che facciamo richiede un po’ di abitudine» disse mio padre. «Sentite, mi sono sempre considerato una persona a cui non piacciono le cose facili. Le abitudini si possono cambiare, basta un po’ (continua a leggere »)

Nel romanzo d’esordio di Daniel Magariel, Uno di noi, un ragazzino dodicenne, suo fratello maggiore e il loro padre, carismatico e manipolatore, hanno vinto quella che loro chiamano “la guerra”: dopo il (continua a leggere »)

«Per accendere ancora la fiamma del ricordo e la consapevolezza di quei giorni vale sempre la pena di provare a confrontarsi con il presente, il passato ed il futuro. Per (continua a leggere »)

Shin Dong-hyuk è l’unico uomo nato in un campo di prigionia della Corea del Nord a essere riuscito a scappare. La sua fuga e il libro che la racconta sono diventati un caso internazionale, che ha convinto le Nazioni Unite a costituire una commissione d’indagine sui campi di prigionia nordcoreani. Il Campo 14 è grande quanto Los Angeles, ed è visibile su Google Maps: eppure resta invisibile agli occhi del mondo. Il crimine che Shin ha commesso è avere uno zio che negli anni Cinquanta fuggì in Corea del Sud; nasce quindi nel 1982 dietro al filo spinato del campo, dove la sua famiglia è stata rinchiusa da decenni. Non sa che esiste il mondo esterno, ed è a tutti gli effetti uno schiavo. Solo a ventritré anni riuscirà a fuggire, grazie all’aiuto di un compagno che tenterà la fuga con lui, e ad arrivare a piedi e con vestiti di fortuna in Cina, e da lì in America. Questa è la sua storia. (continua a leggere »)

Sandra, imperfetta madre di famiglia con tre figli, un appartamento troppo grande e un marito distratto, assume per la prima volta una donna delle pulizie. Si tratta di Marta, una polacca giovane e simpatica. Quando lei arriva, però, nell’universo di Sandra iniziano ad aprirsi delle piccole crepe, settimana dopo settimana. Il fatto che Marta sia a così stretto contatto con la sua intimità e con la sporcizia della famiglia la precipita nel panico più assoluto: eccola, che pulisce il suo bagno; eccola, che lava i vetri. Il passato riemerge violentemente, con i suoi segreti e con i ricordi dolorosi che la legano alla madre. Inizia così una sorta di discesa in quel confortevole inferno che può essere la quotidianità.

La relazione con i domestici, custodi e testimoni della vita familiare più intima, è stata oggetto di fascinazione da parte di molti grandi maestri del cinema e della letteratura, da Luis Buñuel a Kazuko Ishiguro, da Truman Capote a Jean Renoir, da Robert Altman a Stephen Frears, fino al James Ivory di Quel che resta del giorno. Nathalie Kuperman aggiunge la sua voce con leggerezza e inquietudine, raccontando la contemporaneità di un tema sempre adatto anche ai lettori. (continua a leggere »)