Risultati per tag: 150 anni di invenzioni italiane

Italiani, popolo di inventori. Ma anche di smemorati. Dimentichiamo infatti che alcune delle invenzioni più importanti e utili della storia le dobbiamo a nostri connazionali. A cominciare dall’ombrello, la pompa per gonfiare le gomme della bicicletta, la matita con il serbatoio per le mine di ricambio, la scatoletta per i Tic-tac, la gruccia per appendere le gonne (quella con i due ganci alle estremità). (continua a leggere »)

Che il nostro sia un Paese di navigatori è già stato più volte affermato, ma che gli esploratori si siano spesso più recentemente trasformati inventori è una realtà dimenticata. Quanto poi il mare e le esperienze della navigazione abbiano ispirato la scoperta di nuovi “trovati”, è questo il termine dell’invenzione in gergo burocratese, è tanto più vero per una regione come la Liguria e in particolare per Genova. (continua a leggere »)

“La Vespa, la caffettiera Bialetti, la Cinquecento, lo sappiamo; la lampada Parentesi di Castiglioni, la macchina da scrivere Olivetti, certo. Ma anche cose ignote come l’ombrello, il forno da cottura o, scusate, la nervatura che rende possibile la costruzione delle scarpe da donna con i tacchi alti (do you know Manolo Blahnik?). Senza quella non sarebbero esistite le dive hollywoodiane, e oggi non potremmo guardare, sgomenti, il décolleté smagrito di adolescenti Anni Ottanta”. (continua a leggere »)

“La storia dei brevetti nel nostro paese è complessa, e vanta nobili origini. Il 19 marzo 1474, nella Repubblica di Venezia, venne proposto lo Statuto dei brevetti, appoggiato da queste parole: “Abbiamo fra noi uomini di grande ingegno, atti ad inventare e scoprire dispositivi ingegnosi: ed è in vista della grandezza e della virtù della nostra città che cercheremo di far arrivare qui sempre più uomini di tale specie ogni giorno”. (continua a leggere »)