Speciale 10 anni – Un pensiero di Amedeo Balbi

17 maggio 2013

«Ricordo molto bene quando vidi apparire in libreria i primi volumi di Codice. E la ragione per cui lo ricordo bene è che pensai: finalmente. Finalmente un editore che puntava decisamente sulla divulgazione scientifica. Era un’operazione insolita e coraggiosa, per un paese in cui la scienza ha sempre avuto un ruolo piuttosto marginale nel dibattito culturale.
Tra i primi titoli che catturarono la mia attenzione ci furono la biografia di Newton scritta da James Gleick, e Origini, di Donald Goldsmith e Neil deGrasse Tyson. E poi molti altri ancora: Fisica per i presidenti del futuro di Richard Muller, un libro che andrebbe reso lettura obbligatoria nelle scuole, per sperare di guarire la nostra società dalla malattia che Enrico Bellone ha diagnosticato nell’amaro La scienza negata. Fino alle uscite più recenti, come Uno strano silenzio, di Paul Davies, o il bellissimo Ai confini della realtà di Anil Ananthaswamy.
Insomma, dieci anni fa mi sembrò che Codice andasse a occupare uno spazio che era stato trascurato, e la cosa mi colpì e mi fece felice. Il fatto che Codice sia ancora qui, con un catalogo che è cresciuto e diventato sempre più ricco e interessante (ah, avessi il tempo di leggere tutti quei libri!), significa, credo, che siamo in parecchi a pensarla in questo modo».

Amedeo Balbi, autore di Il buio oltre le stelle. L’esplorazione dei lati oscuri dell’universo.

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