Chi sa vedere solo il volto presentabile dell’orrore profondo di Alessandra Selmi, Il Cittadino

25 gennaio 2018 - rassegna stampa - Il Cittadino

«È facile non vedere quel che accade altrove, è facile dimenticare quelli che sono rimasti fuori a morire di fame e freddo, deportati, torturati, giustiziati, cremati. Perché a Königsbrück la vita è bella. C’è spazio per risate, corse in bicicletta, regali di Natale, perfino per l’innamoramento e il sesso. È una bolla dorata dentro cui l’orrore della guerra non entra. Perché, del resto, guardare fuori quando qui, dove siamo noi, va tutto bene? Perché complicarsi la vita? È questo che fa Dino nel 1944 ed è questo che facciamo tutti oggi, anche se non abbiamo origini ebraiche e non siamo finiti a Königsbrück, e nessuno di noi è crudele o filonazista. Qualcuno dice che l’indifferenza e la scelta di vivere nell’ignoranza siano un innato istinto di sopravvivenza, altrimenti si impazzisce. Di questo parla La verità che ricordavo, romanzo d’esordio di Livio Milanesio, tratto dalla storia vera di Dino, suo padre».

Arriva oggi in libreria La verità che ricordavo, l’intenso romanzo-memoir di Livio Milanesio.

Leggi la recensione di Alessandra Selmi su Il Cittadino di Monza e Brianza.

La fine della Seconda guerra mondiale è nell’aria, ma nella campagna piemontese il vecchio Benito Sereno spera che duri ancora quel tanto che gli serve per intascare una lauta ricompensa, consegnando al regime fascista tre “articoli” interessanti: Michele, un partigiano, suo fratello minore Dino, colpevole solo di avere fattezze giudaiche, e la ribelle Teresa, la madre che li protegge con le unghie e con i denti. Michele sarà deportato a Chemnitz e Dino a Königsbrück. Nel suo viaggio il ragazzo verrà accompagnato da uno strano personaggio, un nano “di eccezionale altezza” che gli farà da guida. All’Offizierskasino del lager vivrà una prigionia “dorata” che rafforzerà in lui l’attitudine a distogliere lo sguardo dall’orrore che lo circonda. Nella palazzina del Circolo stringerà amicizie, imparerà a cucinare e intreccerà una delicata storia d’amore con una Helferin tedesca. Ma la guerra incombe: arrivano i bombardamenti, l’avanzata sovietica e quella degli americani, il crollo della Germania nazista. Dino ritrova Michele, segnato dalla prigionia, e vagando per la Germania distrutta è finalmente obbligato a vedere tutto quello che gli era stato risparmiato: le fosse dei cadaveri a cielo aperto, le vittime delle deportazioni, la disumanità, la distruzione. Aneddoti, video, interviste e immagini inedite sono disponibili nel sito www.laveritachericordavo.it . Un archivio in cui vedere, con i propri occhi, i luoghi e i volti di questa storia.

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