Ufficio salti mortali, l’esordio narrativo di Enrico Morello – Ludovica Valentino, Culturificio

25 marzo 2019 - rassegna stampa - culturificio

«Enrico Morello racconta il cambio di prospettive di un uomo e attraverso questo descrive la nuova povertà, il prodotto di una crisi che ha modificato il volto dell’indigenza generando una moltitudine di inaspettati e segreti miserabili che nascondono la loro condizione mascherandosi da persone rispettabili e abbienti che non trovano il coraggio e lo spazio per manifestare le loro segrete difficoltà. Gli ambienti privilegiati di una Torino per bene fanno da sfondo a un continuo gioco di ruolo che coinvolge una serie di professionisti che condividono la stessa sorte di Arturo.»

Una bella recensione (con intervista) di Ufficio salti mortali, l’esordio di Enrico Morello, che con il personaggio di Arturo Speranza tratteggia con pungente ironia l’Italia di oggi e la disillusione di una classe sociale che ha perso i riferimenti e fatica a costruirne di nuovi. Una commedia divertente, in cui Morello prende le mosse dalla propria esperienza di avvocato.

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"Ufficio salti mortali" di Enrico Morello

“Ufficio salti mortali” di Enrico Morello

Fra crisi economica e difficoltà personali, l’avvocato Arturo Speranza non se la passa molto bene. Eppure, come tanti ex ricchi, continua a vivere come quando le cose giravano molto meglio, barcamenandosi tra creditori, pagamenti e il mantenimento dell’ex moglie. Per non farsi mancare nulla, infatti, Arturo ha una ex moglie e due figli da mantenere, oltre che una nuova moglie ignara della sua situazione finanziaria. Tutto però sembra potersi risolvere grazie a un vecchio compagno di liceo che, dopo aver fatto fortuna all’estero, ricompare nella vita di Arturo per chiedergli assistenza legale. Il vecchio compagno gli affida le battaglie legali della sua società, condotte contro il sistema e i poteri forti che con ogni mezzo cercano di ostacolarne l’attività. Comincia così una lotta senza quartiere che vedrà i due amici combattere l’uno a fianco dell’altro, fin quando la vicenda prenderà una piega inaspettata.

«Siamo i nuovi poveri, gli ex ricchi, quelli che non pagano più l’affitto dello studio e l’iva ma non lo possono dire, quelli che se gli chiedi come va ti rispondono “Benissimo”, persino tra colleghi, anzi specialmente tra colleghi. “Come va il lavoro?” “Benissimo”, ma non è vero, va male, ce n’è sempre meno e noi siamo troppi».

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Tag: Enrico Morello, narrativa, romanzo, Ufficio salti mortali