L’ambiguità della verità – Danilo Zagaria, Flanerì

22 maggio 2018 - rassegna stampa - www.flaneri.com

«Il titolo del romanzo contiene un paradosso che è l’atteggiamento di ogni testimone diretto: è convinto di raccontare la verità, ma è una verità filtrata dalla qualità della sua memoria, non del tutto attendibile, una non verità. Ed è questo che mi interessava: come un evento venga filtrato e rifiltrato dalla nostra voglia di ricordare. Infatti questo non è un saggio. È il tentativo di guardare un evento con gli occhi di mio padre giovane. In più esiste un elemento “magico”: come ho detto questa è una storia che fa parte di me da sempre e inizialmente non era diversa dalla storia del Barone Rampante o Marcovaldo. E anche qui il concetto di verità diventa ambiguo».

Su Flanerì, Danilo Zagaria intervista Livio Milanesio, autore dell’intenso romanzo-memoir dal titolo La verità che ricordavo.

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La fine della Seconda guerra mondiale è nell’aria, ma nella campagna piemontese il vecchio Benito Sereno spera che duri ancora quel tanto che gli serve per intascare una lauta ricompensa, consegnando al regime fascista tre “articoli” interessanti: Michele, un partigiano, suo fratello minore Dino, colpevole solo di avere fattezze giudaiche, e la ribelle Teresa, la madre che li protegge con le unghie e con i denti. Michele sarà deportato a Chemnitz e Dino a Königsbrück. Nel suo viaggio il ragazzo verrà accompagnato da uno strano personaggio, un nano “di eccezionale altezza” che gli farà da guida. All’Offizierskasino del lager vivrà una prigionia “dorata” che rafforzerà in lui l’attitudine a distogliere lo sguardo dall’orrore che lo circonda. Nella palazzina del Circolo stringerà amicizie, imparerà a cucinare e intreccerà una delicata storia d’amore con una Helferin tedesca.

Ma la guerra incombe: arrivano i bombardamenti, l’avanzata sovietica e quella degli americani, il crollo della Germania nazista. Dino ritrova Michele, segnato dalla prigionia, e vagando per la Germania distrutta è finalmente obbligato a vedere tutto quello che gli era stato risparmiato: le fosse dei cadaveri a cielo aperto, le vittime delle deportazioni, la disumanità, la distruzione.

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Tag: Codice Narrativa, la verità che ricordavo, Livio Milanesio, Narrativa, Olocausto, Romanzo, Seconda Guerra Mondiale