La neuroscienza cognitiva è ormai entrata nelle aule dei tribunali. La tesi secondo cui gli atti criminali dipenderebbero da una qualche anomalia cerebrale, in grado di giustificare la responsabilità individuale, è sempre più usata dagli avvocati per difendere i propri assistiti.

Ne parlano Andrea Lavazza e Luca Sammicheli nel loro ultimo libro, Il delitto del cervello e in un’intervista a Grazia, Michael Gazzaniga, autore de La mente etica e massimo esperto di neuroscienze e direttore del Sage Center for Study of the Mind della University of California. (continua a leggere »)

“Non sono stato io, è stato il mio cervello”.

Herbert Weinstein, accusato di aver ucciso la moglie, si è difeso così davanti al giudice durante il processo. Il suo avvocato gli ha portato le prove di una menomazione alla membrane aracnoide che poteva renderlo non responsabile della sua condotta.

Si può valutare se un imputato è colpevole o meno in base a tecniche di osservazione e screening del cervello, come i nuovi strumenti di neuroimmagine, e stabilire se fosse in grado di intendere e volere al momento dell’omicidio? (continua a leggere »)

Giulio Giorello recensisce il nuovo libro di Jonah Lehrer, Imagine: How creativity works, che pubblicheremo prossimamente e di cui abbiamo già curato le edizioni di Proust era un neuroscienziato e Come decidiamo.

Il testo, a detta dello stesso Giorello è “una serie di racconti meravigliosi circa scoperte e invenzioni proprio per capire come funziona la nostra creatività”, ma qual è la formula dell’immaginazione creativa? Secondo il filosofo e matematico milanese “deve includere curiosità e anticonformismo, insieme all’impazienza per ogni vecchia formula che pretenda di imbrigliare l’immaginazione”. (continua a leggere »)

Amedeo Balbi, astrofisico e autore de Il buio oltre le stelle, intervista Paul Davies, che nel suo ultimo libro Uno strano silenzio indaga su una delle domande più affascinanti per il genere umano: “ma siamo davvero soli nell’Universo?”.
Davis, che è anche direttore del gruppo post-rilevamento del SETI cerca di spiegarci cosa sia questo strano silenzio che ci circonda. (continua a leggere »)

Il Secolo XIX pubblica un estratto del libro di Andrea Lavazza e Luca Sammicheli, I delitti del cervello.
In un libro le nuove proposte poste dalle neuroscienze: la violenza non è solo consapevole.
[...] Chiamiamolo John. Era un tranquillo insegnante della virginia. Forse non il marito migliore nè il padre migliore, ma certamente no un minaccioso pervertito che suscitasse diffidenza e allarme nei familiari e nei conoscenti. All’improvviso cominciò a manifestare comportamenti sessualmente disturbati e un’eccessiva attenzione a immagini e contenuti eccitanti. John in alcuni momenti non “sembrava più lo stesso”. (continua a leggere »)